Sicurezza
Rimborsi Irpef più veloci per precari e disoccupati
Corsia preferenziale per chi ha perso il posto quest’anno o per gli stagionali L’eccesso pagato sarà restituito entro dicembre, ma i tempi sono stretti
EMPOLI. Considerando gli ingorghi e i paradossi di un’amministrazione pubblica sempre pronta a complicare e ritardare gli adempimenti, l’opportunità di ottenere i rimborsi fiscali in pochi mesi sembra un’allucinazione stile oasi nel deserto. E, invece, un articolo del cosiddetto “Decreto del fare” apre una porta reale (chiamata 730 “situazioni particolari”) a tale possibilità, concessa a persone che hanno perduto il lavoro nel corso di quest’anno (e che quindi non dispongono più di un sostituto di imposta, ovvero di un datore che effettua il conguaglio delle tasse per conto loro) o a lavoratori stagionali. In ogni caso si tratta di soggetti che hanno versato - vuoi per cause di forza maggiore, come il licenziamento, vuoi per la natura stessa del loro rapporto di lavoro - più Irpef di quanto dovuto e che quindi vantano un credito di imposta nei confronti del Fisco.
Per loro, già a partire da quest’anno, anche se c’è da rispettare il temine del 30 settembre per la presentazione dei moduli, i tempi di ottenimento dei rimborsi si riducono drasticamente. Si passa addirittura da attese, che col precedente meccanismo erano in media di 3 o 4 anni, a poche settimane con la novità introdotta dal decreto legge 69 di quest’anno. Stabilire quanti potrebbero essere i beneficiari di tale nuovo regime non è semplice: sarebbero diverse centinaia secondo Caaf e sindacati, anche se i numeri sono purtroppo in costante crescita visto il boom dei contratti a tempo in molti settori e la drammatica emorragia di posti di lavoro che non mostra segni di flessione e che negli ultimi due anni ha continuato a mietere centinaia di vittime.
Insomma, un provvedimento utile per molti che riassesta un sistema inaccettabile fatto di lungaggini (per coloro a cui spettavano i rimborsi) e che costituiva anche un costo in più per lo Stato, il quale in cambio delle interminabili attese alla fine doveva pagare anche degli interessi sulle somme rimborsate. Finora chi vantava dei crediti di imposta per recuperare i soldi aveva davanti a sé un’unica possibilità: la via crucis del modello Unico. Il quale aveva, tra le tante croci, quella più grande e pesante rappresentata dai tempi necessari a vedersi rimborsare l’Irpef versata in eccesso. Si compilava il modulo, si consegnava ad un Caaf o direttamente all’Agenzia delle Entrate e poi ci si preparava ad attendere degli anni. Ora, invece, chi compilerà il cosiddetto 730 “particolare” o “special” entro il termine, per quest’anno fissato al 30 settembre prossimo, l’Agenzia diretta da Attilio Befera garantisce che il rimborso potrà riscuoterlo entro la fine del 2013. E ancora prima se comunicherà le proprie coordinate bancarie (l’Iban) direttamente all’Agenzia delle Entrate.
«La novità è davvero grossa rispetto al passato – commenta Marco Galliano, responsabile del Caaf Cgil di zona – la riduzione dei tempi, se tutto verrà rispettato, è notevole e soprattutto potrebbe portare beneficio a moltissime persone che si trovano in situazione di difficoltà. Il sindacato ha inviato in questi mesi centinaia di lettere a coloro che avevano i requisiti per sfruttare il nuovo modello, mettendoli al corrente dell’opportunità. Per adesso, però, non abbiamo fissato più di 30-40 appuntamenti per visionare casi di questo tipo. Il numero potrebbe salire, anche se non credo che ci sarà un boom. Il termine per la presentazione della domanda è vicino e molti, che magari avevano già compilato Unico nei mesi passati, non beneficeranno del 730 particolare. Credo piuttosto che il provvedimento avrà un impatto decisamente maggiore a partire dal prossimo anno, quando potranno usufruire del nuovo sistema anche coloro che avranno posizioni a debito».
Potrà sfruttare questa opportunità anche chi ha già compilato Unico: in questo caso sarà annullato quest’ultimo e aperta la procedura con il nuovo sistema. Ovviamente è necessario accertarsi che non si sia già utilizzato per quest’anno il credito derivante dalla dichiarazione per il pagamento di imposte diverse da quelle liquidate col 730, per evitare l'erogazione di rimborsi non dovuti, che sarebbero poi recuperati dall'amministrazione finanziaria con l'aggiunta di sanzioni e interessi.
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