Il Tirreno

Empoli

La Zerotwonine è fallita i 26 lavoratori senza “cassa”

Mozzorecchi (Filctem-Cgil) lancia l’appello al mondo dell’imprenditoria «Qui ci sono esperienza e qualità, questa gente merita un futuro»

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FUCECCHIO. Si aggrava ulteriormente la situazione dei ventisei operai della ditta di pelletteria Zerotwonine (ex Marianelli) di Fucecchio che si trova in via Masiani.

Prima il danno, ora anche la beffa. Di fatto l'azienda a fine luglio aveva firmato la cassa integrazione straordinaria per i dipendenti dopo non essere riuscita a pagare gli stipendi per tre mesi e aver dichiarato la crisi. A causare la cessazione dell'attività, secondo quanto detto a suo tempo dai dirigenti, ci sarebbe stato il ritiro della licenza di una prestigiosa firma della moda (Calvin Klein) che aveva come unico fornitore proprio la Zerotwonine. A fine agosto però nella vicenda c'è stato un ulteriore sviluppo, purtroppo negativo.

«Di fatto l'impresa è stata dichiarata fallita – spiega Silvia Mozzorecchi di Filctem Cgil – e per la legge Fornero gli operai non potranno più fruire della cassa integrazione straordinaria, che dà diritto a un anno di ammortizzatori sociali. La legge impedisce di beneficiare degli ammortizzatori se il rapporto di lavoro risulta cessato, come appunto nei casi fallimentari».

Dunque gli operai minacciano nuove proteste e la Cgil lancia un accorato appello per salvare i posti di lavoro. «Il settore della pelletteria è sano, uno di quelli che risente meno in generale della crisi – spiega ancora Mozzorecchi – e la Zerotwonine produce da sempre pelletteria di alta qualità. Qui insomma ci sono le condizioni e c'è l'esperienza nei lavoratori per una ripresa. Serve che qualche imprenditore magari del settore subentri all'attuale proprietà e salvi questi operai da una brutta situazione. Se in breve tempo non troveremo una soluzione di questo tipo, i 26 dipendenti della Zerotwonine si ritroveranno a spasso». Non si esclude già che lunedì scoppi una nuova protesta da parte degli operai, che già si erano mobilitati a fine luglio e avevano incontrato in Provincia anche i titolari dell'azienda. Prima che la situazione si aggravasse ancora di più.

Filippo Cioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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