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telecom sulle proteste di san vivaldo

Black-out causati da fulmini e animali No a nuove antenne

MONTAIONE. «Il cavo telefonico è stato più volte colpito da fulmini e danneggiato dai roditori. Per quanto riguarda la telefonia mobile non sono previsti nuovi impianti». Telecom non sembra dare...

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MONTAIONE. «Il cavo telefonico è stato più volte colpito da fulmini e danneggiato dai roditori. Per quanto riguarda la telefonia mobile non sono previsti nuovi impianti». Telecom non sembra dare molta speranza di miglioramento del servizio agli abitanti di San Vivaldo, che nei giorni scorsi si erano rivolti al nostro giornale per denunciare i continui disservizi alla rete telefonica fissa, con tutti i disagi che ne conseguono per una zona dove anche i cellulari funzionano a singhiozzo. Una situazione di difficoltà che va avanti da anni: «Ogni volta che piove – avevano sottolineato i residenti – restiamo senza telefono per giorni. E per chi ha un’attività i disagi sono anche maggiori».

Ora arriva la replica di Telecom: «La piccola località è raggiunta da un cavo telefonico lungo oltre cinque chilometri, che in gran parte corre all’interno di un bosco. Il cavo è stato manutenuto più volte a causa di ripetute fulminazioni dovute al maltempo e persino a danni subiti da roditori; in agosto le riparazioni sono state effettuate dai nostri tecnici lavorando in continuità dall’8 al 21 del mese. Un nuovo guasto, sempre causato da fulmini, è stato riparato tra l’11 e il 14 settembre. Degli interventi è stato sempre informato il sindaco di Montaione, Paola Rossetti. La zona è sotto costante monitoraggio da parte dell’azienda».

Per quanto alla telefonia mobile, Telecom Italia spiega che «da approfondite verifiche effettuate dai tecnici è stato appurato che il segnale è ben ricevuto solo nella parte dell’abitato che guarda verso Montaione, mentre nel resto del paese la copertura degrada notevolmente. Il problema coinvolge probabilmente i diversi operatori mobili. Eventuali ottimizzazioni su stazioni radio esistenti non risulterebbero risolutive; non sono inoltre nemmeno previsti nuovi impianti atti a sanare la situazione. Questa verrà comunque tenuta presente nella stesura dei futuri piani di sviluppo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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