La manifestazione
Mori: «Nessun atto formale per cancellare il Csa Intifada»
EMPOLI. «L’amministrazione non ha compiuto nessun atto formale per cancellare l’esperienza del Csa Intifada. Cosa potrà accadere negli anni nessuno può dirlo. I luoghi fisici sono destinati a...
EMPOLI. «L’amministrazione non ha compiuto nessun atto formale per cancellare l’esperienza del Csa Intifada. Cosa potrà accadere negli anni nessuno può dirlo. I luoghi fisici sono destinati a cambiare. Ma ripeto: non solo non abbiamo fatto niente di concreto in questa direzione, non ne abbiamo neanche parlato». Così l’assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici Franco Mori durante l’incontro che si è tenuto nell’ex scuola elementare di Ponte a Elsa per parlare del futuro del centro sociale dopo le polemiche dei mesi scorsi, scatenate dalla variazione al regolamento urbanistico che prevede la realizzazione di case popolari nell’edificio che da venticinque anni ospita l’Intifada.
Lo stesso Mori ha spiegato i motivi dell’incontro avvenuto dopo le polemiche culminate con il tentativo degli attivisti (respinto dalla polizia) di assistere alla seduta del consiglio comunale nella quale si parlava della vicenda: «Non ero mai stato qui – ha detto ai militanti – e questa è una mia colpa. Ora sono qua per rispondere alle vostre domande e per chiarire la nostra posizione in merito alla vicenda». Ed è stato subito incalzato sul futuro dell’immobile, con gli attivisti che hanno sottolineato l’esistenza di una delibera firmata dall’ex sindaco Varis Rossi, che li riconosce come “inquilini” fino al 2015: «Non abbiamo fatto nulla per interrompere questa esperienza – ha ribadito Mori – poi cosa potrà accadere in futuro non posso saperlo». Anche perché nel 2015 ci sarà un’altra amministrazione comunale.
Poi i presenti hanno mosso una serie di critiche alle scelte inserite nel regolamento urbanistico e all’operato dell’amministrazione comunale, accusata di «non avere una visione d’insieme della città».
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