Sicurezza
L’Opg si divide in cinque tra S. Miniato e Signa
Ecco la mappa con le strutture che andranno a sostituire l’Ambrogiana Ma intanto è già scontro sulla destinazione della dimora cinquecentesca
MONTELUPO. Dal primo aprile 2014 l’Opg chiuderà. Ma dove andranno gli internati? La Regione, con una delibera della scorsa estate, ha disposto la creazione di una struttura ex novo con livello di sicurezza elevata e la ristrutturazione di quattro strutture sanitarie extraospedaliere dedicate a chi non è sottoposto a misure detentive. Ora, però, la polemica si sposta sulla destinazione della villa Ambrogiana. La normativa prevede che l'utilizzo degli immobili ex Opg venga concordato tra Regione e ministeri competenti. La giunta regionale è impegnata ancora a definire la futura destinazione dell'immobile. Da parte sua, il Comune di Montelupo chiede già da tempo il ritorno ad un utilizzo a fini civili.
Ma il consigliere regionale Gianluca Lazzeri di Più Toscana ha presentato una mozione in consiglio regionale «affinché il consiglio impegni la giunta a rappresentare al ministero di grazia e giustizia l'esigenza e l'opportunità della riconversione dell'Opg di Montelupo in struttura detentiva». Al 7 maggio 2013 gli internati ammontavano a 93. Gli internati della sola Toscana sono 39, due toscani sono detenuti in un Opg dell'Emilia Romagna, altri 24 toscani sono sottoposti a misure di sicurezza non detentive. La nuova normativa prevede che ogni regione debba farsi carico dei propri cittadini.
Allo stato attuale è stato previsto di realizzare, come si spiega nella delibera della Regione, una struttura sanitaria composta da 2 moduli con protezione perimetrale da 14 posti ciascuno. Per un totale di 28 posti.
Questa struttura è stata individuata a San Miniato, località Catena, nel complesso “La Badia” dove appunto verrà realizzata una residenza sanitaria extraospedaliera con sorveglianza intensiva. I posti saranno in maggioranza per pazienti affetti da disturbi schizofrenici, disturbi dell'umore e patologie collegate a dipendenza da sostanze e alcol. Il costo per la realizzazione è 7.755.000 euro; il costo annuale di gestione pari a 2.562.000 euro. Tempi di realizzazione: 30 mesi. Nella struttura “La Badia”, secondo quanto emerge dalla delibera, ogni posto letto viene a costare 250 euro al giorno.
Come residenze a protezione intermedia ne sono previste 4 di tipo extraospedaliere destinate ad accogliere persone a cui sono applicate misure di sicurezza non detentive. Saranno suddivise per Estav. A Firenze ci sarà "La Querce"con funzioni terapeutico-riabilitative. Sono otto posti letto destinati a persone toscane sottoposte a misure non detentive. Costo per il potenziamento della struttura (già funzionante): 400.000 euro.
A Bibbiena, in provincia di Arezzo, sarà realizzata una residenza sanitaria extraospedaliera parzialmente protetta con funzioni terapeutico-riabilitative. Dodici i posti letto. Costo per la realizzazione: 1.316.175 euro. Tempi di realizzazione: 6 mesi.
Ad Aulla (Massa) ci sarà la residenza sanitaria intermedia “Tiziano”. Nove i posti letto, costo per l’adeguamento del la struttura (già funzionante): 800.000 euro. E infine a Lastra a Signa altra residenza con dieci posti letto. Costo per la realizzazione: 1.316.175 euro Tempi di realizzazione: 18 mesi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
