Il dolore
Talini vuole abbattere i campanili
L’assessore: città unica per non diventare la periferia di Firenze
FUCECCHIO. Facciamo, degli undici Comuni dell'Empolese Valdelsa, una città unica, in grado di far fronte al meglio alla città metropolitana, cancellate le Province. Che eviti, in sostanza, di diventare periferia di Firenze, dormitorio, non artefice del proprio futuro. È quanto sostiene Massimo Talini, assessore all'ambiente e al commercio, in una nota in cui non mancano osservazioni ed elementi per far riflettere, ed altri da chiarire, approfondire . «Assicurare - sostiene - il benessere ai propri cittadini, lavorare per lo sviluppo economico, progettare il futuro non si può che passare da un rafforzamento del sistema istituzionale del nostro territorio». Quindi, va pensato a costruire quella che chiama - con una definizione un po' burocratica - Città dei Distretti, «per dare rappresentanza unitaria a questa parte di Toscana». A questo punto, parla di «consolidamento dell'Unione per trasformarla in vero e proprio Municipio» e di «creare legami solidi con il comprensorio del cuoio, con la Valdinievole e la Valdelsa Senese. L'Empolese Valdelsa era stata anticipatrice, progettando, nel 1997, il Circondario, ente che avrebbe dovuto avere funzioni e deleghe sia dai Comuni sia dalla Provincia». Progetto rimasto incompiuto «per motivi di legislazione nazionale, ma anche per le nostre difficoltà a superare i campanili». Quei campanili che non hanno ragione d'esistere di fronte alla necessità di non rimanere schiacciati dalla città metropolitana. «La Città dei Distretti - afferma Talini - è la città del lavoro, con storia e futuro radicati nell'alto valore del saper fare delle mani e dei cervelli dei nostri artigiani, operai e professionisti». In pratica, la nuova città avrebbe 200mila abitanti e un Pil di circa sei miliardi di euro, «paragonabile alle principali città della Toscana, in un territorio ad alto senso civico, con centinaia di associazioni, dove è ancora alto il senso d'appartenenza e la solidarietà è alla base dei rapporti sociali». Niente soldi, né logica, in pratica neanche un briciolo di futuro, «se non pensati per un elevato numero di cittadini e, quindi, anche su ampie zone di territorio». Come avviene, oggi, per raccolta e smaltimento rifiuti, depurazione, distribuzione d'acqua e metano, sanità, formazione. Tutti da sviluppare e migliorare.
«Ora - dice Talini - abbiamo bisogno di fondere le macchine amministrative dei nostri 11 Comuni, d'avere una rappresentanza unica ai tavoli regionali e nei rapporti con la città metropolitana, ma anche di mantenere l'identità dei nostri territori e la partecipazione dei consigli comunali». Ovviamente, dovranno pensarci sindaci e giunte che usciranno dalle elezioni amministrative del 2014. Dovranno, soprattutto «fondere i Comuni e rivedere i meccanismi democratici di partecipazione e decisione, mantenere le diversità dei territori e assicurare un governo unitario di questa parte importante della Toscana centrale».
Fucecchio, sottolinea Talini, deve fare la sua parte, impegnandosi nel rafforzamento dei legami con i Comuni della zona del cuoio. Che - aggiungiamo - non pochi vedrebbero coinvolti nella Città dei Distretti, riferendosi anche alla loro storia.
Riccardo Cardellicchio
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