Il Tirreno

Empoli

LA CURIOSITÀ/1

Travaglio “pellegrino” straordinario

A Fucecchio, per la prima volta, un anno dopo la morte di Indro

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FUCECCHIO. La prima volta che il giornalista Marco Travaglio è venuto a Fucecchio è stato nel pomeriggio del 22 luglio 2002, primo anniversario della scomparsa di Indro Montanelli. Arrivava alla stazione di Fucecchio, l'andò a prendere un'auto della Fondazione Montanelli Bassi. Salii insieme all'autista, e avendo Travaglio il tempo contingentato, lo intervistai nel tragitto fino al Palazzo della Volta, dopo che mi ero messo d'accordo con il guidatore d'andare piano il più possibile. Disse che era «un pellegrinaggio, nel ricordo del suo grande maestro. E anche curioso di conoscere il paese di Fucecchio, se tutti sono schietti come lui». Aggiunge ora Alberto Malvolti, presidente della Fondazione: «Marco venne in punta di piedi, un po' anche per lo storico palazzo. Raccontò l'affetto e la stima che aveva per Montanelli. Andammo a cena all'osteria Montellori, c'era anche Letizia Moizzi, nipote di Indro».

La settimana scorsa Travaglio era alla Versiliana di Marina di Pietrasanta, e ha intervistato Aldo Busi. Inducendolo a raccontarsi: «Non si può ripetere sempre gli stessi errori, bisogna farne di nuovi».

«Se non ti pagano bene, non vali niente». Nel teatro strapieno, irriferibili - per iscritto - gli aforismi più piccanti.

Infine Travaglio ha proposto al teatro "È Stato la Mafia", un dossier sulla cattiva politica, con intermezzi di Isabella Ferrari anche su riflessioni pungenti di Indro Montanelli. Che non credeva molto nell'aldilà, ma se potesse vedere quanto è diventato "scomodo" il suo allievo, ne andrebbe orgoglioso. Giustamente.

Luciano Gianfranceschi

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