Il Tirreno

Empoli

San Vivaldo in rivolta contro Telecom

Una ventina di famiglie sul piede di guerra: «Da anni ogni volta che piove restiamo isolati»

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MONTAIONE. «Da anni ogni volta che piove noi restiamo per giorni senza telefono. Non ne possiamo più». Un intero paese si ribella a Telecom. San Vivaldo, frazione di Montaione, è alle prese – per l’ennesima volta – con l’odissea di un guasto che ha messo fuori uso una ventina di utenze. «Purtroppo – spiega Amedeo Batisti – viviamo in una zona dove anche i telefoni cellulari funzionano a singhiozzo, in quanto la copertura è scarsa. E così, dopo ogni temporale, restiamo completamente isolati. Tutto perché il cavo che attraversa il bosco è vecchissimo, è stato riparato tantissime volte, ma non è più in grado di garantire il servizio. Abbiamo coinvolto anche il sindaco Paola Rossetti, ci siamo fatti sentire decine di volte con Telecom, ma la situazione resta immutata. E in questo periodo siamo alle prese con l’ennesimo black-out: si può ricevere, ma non chiamare».

Gli abitanti della frazione sono esasperati, come conferma Elisa Tovarole dell’Osteria: «Per chi ha un’attività il problema è ancora più grave, perché spesso non possiamo neanche garantire il pagamento con le carte elettroniche. Ci siamo rivolti anche a un’avvocato per chiedere i danni alla Telecom: capita spesso che il cliente non ha i contanti e va via senza pagare. E poi non sempre torna per saldare il conto». Ai cittadini a quel punto non resta altro che rivolgersi al call center: «Sì, ma ogni volta è la stessa storia. Ci dicono di staccare il modem, di fare delle prove, che però sono inutili. Spieghiamo a chi ci risponde che il problema riguarda tante utenze, che non si tratta di un black-out limitato a una o due utenze. E solo dopo qualche giorno intervengono i tecnici». Il caso limite si è verificato nello scorso mese di agosto: «Siamo rimasti tutti senza telefono per venti giorni, nonostante le continue chiamate al call center». Il film è sempre lo stesso: «Anche in quell’occasione è bastato un temporale per mettere ko la linea telefonica».

Elisa e Amedeo sono i portavoce della rabbia di un intero paese: «La bolletta la paghiamo tutti anche quando l’azienda non garantisce il servizio: ma non è giusto, anche perché – appunto – qui da noi anche i cellulari non funzionano sempre ed ovunque. Ci auguriamo che una volta per tutte Telecom si decisa a fare un intervento serio, che risolva definitivamente il problema. Anche se San Vivaldo è un paese piccolo, abbiamo gli stessi diritti degli utenti che vivono in altre realtà».

E ora, con l’avvicinarsi dell’autunno il timore è che la situazione possa aggravarsi: «Ogni volta che inizia a piovere – concludono amaramente Batisti e Tovaroli – sappiamo già cosa ci aspetta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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