Sicurezza
«Il nostro governo è come una peste» Show di Busi nel borgo
Al premio Boccaccio lo scrittore attacca Letta ed Alfano Grande accoglienza anche per Catherine Dunne
CERTALDO. Una edizione frizzante, con tanti argomenti di attualità e lo sguardo alla natura stessa del premio, come quella di Boccaccio, in occasione dell'anno del settimo centenario della nascita. La 32esima edizione del Premio Boccaccio ha divertito ed infiammato tutti e sugli scudi ha visto il protagonista, certamente più atteso, Aldo Busi, che con un vero e proprio show di oltre 25 minuti ha spaziato su decine di argomenti. Di fronte a una platea attenta e numerosa, in ogni ordine di posti, e in una cornice totalmente rinnovata, come il giardino di Palazzo Pretorio che è andata in scena una delle edizioni più appassionate di sempre.
Due ore e mezzo dove il tempo è pressoché volato via, mentre sul palco tra una musica celestiale e la lettura di alcune novelle del Decameron del Boccaccio da parte dell'attrice Lucia Poli, si è respirato un clima di cultura e rilassatezza. Presente la giuria al completo presieduta da Sergio Zavoli e rappresentata da Leone Piccioni, Marta Morazzoni, Gabriele Canè, Paolo Ermini, e Luigi Testaferrata, la cui autorevolezza e prestigio è confermata dall'arrivo di due nuovi giurati Margaret Mazzantini, premiata con il "Boccaccio"; e Stefano Folli, una firma tra le più reputate del giornalismo italiano, già direttore del "Corriere" e oggi editorialista del "Sole 24 Ore". Premiati Aldo Busi per la letteratura italiana, Catherine Dunne per la letteratura straniera, Massimo Franco per il giornalismo.
Aldo Busi, che ha tradotto a suo modo il Decameron di Giovanni Boccaccio è stato il protagonista: tutti lo attendevano, lui si è fatto aspettare, riscuotendo subito un enorme applauso al suo ingresso in scena. Dalla politica fino al valore culturale e storico di Boccaccio e del suo Decameron, Busi è stato un vero e proprio fiume in piena, lui che ha avuto una infanzia difficile e come ha spiegato ironicamente lui stesso, è cresciuto con il calendario di Frate Indovino: «Siamo di fronte a una vera e propria peste come il 1348 che deve finire, questo governo Alfano - Letta, con Pd e Pd meno elle». «Il Boccaccio è un patrimonio per l'Italia e per questo paese che ancora deve scoprirlo pienamente - ha continuato - con la Divina Commedia che in realtà non è altro che una gran cassa». Oltre 25 minuti di vero e proprio show dove non è mancata qualche parola scurrile ma che Busi ritiene opportuna «perche non segno di maleducazione ma appropriata in determinata situazioni». Ma per chi se lo fosse perso Busi ha invitato i certaldesi oggi, alle 11.
Grande accoglienza anche per Catherine Dunne che ha parlato di Boccaccio: «Una storia che al suo interno è come una bambola russa che nasconde un'altra storia ma che pur essendo molto difficile da interpretare affascina». In Italia c'è stato stupore per la donazione che la scrittrice irlandese ha voluto dare alla sua traduttrice: «E' un riconoscimento simbolico e un messaggio ben chiaro che deve far capire come il loro lavoro, per quanto possa essere invisibile è in realtà una forza determinante e presente nella nostra opera». Spazio poi al tema del Vaticano, dalla morte di Giovanni Paolo fino alla decadenza di Papa Ratzinger in virtù del lavoro di Massimo Franco che è stato premiato per la sua qualità di essere non un «chiosatore ma per la sua grande capacità di raccontare fatti».
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