Attenzione
I due assassini vivevano a Fucecchio
Sono stati arrestati per l’omicidio di un 33enne a Firenze: erano fuggiti in Germania grazie all’aiuto delle fidanzate
FUCECCHIO. Il cadavere di un uomo di 33 anni, Nodar Lomadze, georgiano, giace a terra con la gola sgozzata; accanto a lui un uomo più anziano, Avtandili Kervalishvili di 55 anni, suo connazionale, sta seduto su una sedia con la pancia squartata, reggendo con le mani quello che resta del suo intestino.
Una scena raccapricciante quella che si sono trovati di fronte gli agenti della squadra mobile che il 18 luglio scorso, in pieno giorno, sono intervenuti in un appartamento di via della Condotta, in centro a Firenze a pochi metri da piazza della Signoria. Gli autori di questa macelleria, Toma Talakhadze, di 23 anni, e Levan Nozadze di 29, entrambi georgiani, abitavano a Fucecchio. Poche ore prima erano partiti dal loro appartamento di via Ruffino numero 15, armati di due coltelli da cucina con una lama da 30 centimetri. Dopo l’omicidio sono fuggiti in Germania, ma gli investigatori li hanno rintracciati: avevano preso in affitto una soffitta nella periferia di Berlino, circa 20 chilometri dal centro città. Lo scorso mercoledì sono stati catturati con un blitz delle forze speciali tedesche. Nel corso dell’assalto delle teste di cuoio, avvenuto davanti a una scuola evacuata prima dell'operazione, sono state chiuse tutte le strade nell'arco di 100 metri e sono stati sparati in aria colpi di avvertimento. Gli uomini della sezione omicidi della squadra mobile di Firenze, diretta da Alessandro Ausenda, avevano individuato la loro posizione controllando le fidanzate dei due, entrambe residenti a Fucecchio, che nei giorni scorsi avevano prenotato via internet l'abitazione berlinese per i due fuggitivi. La fidanzata di uno dei due, partita per Berlino alcuni giorni fa, era nella casa al momento dell'irruzione delle forze speciali. Sconosciuti alla polizia italiana fino al giorno dell’omicidio, da alcune settimane vivevano in terra tedesca con false identità. Il 2 agosto scorso erano stati arrestati dalla polizia tedesca per immigrazione illegale ma avevano fornito documenti falsi e non erano stati riconosciuti. Per incastrarli, e ottenere un mandato di arresto internazionale, gli inquirenti hanno dovuto procurarsi le loro impronte digitali, fornite dalle forze dell’ordine della Georgia grazie al lavoro dell’Interpol. In base alla ricostruzione dei poliziotti, coordinati dal pm De Gregorio della Procura di Firenze, il movente dell’omicidio sarebbe di natura economica. Una lite per la spartizione del bottino di alcuni furti in abitazione e un debito di 20.000 euro che i due georgiani dovevano al 55enne. Infatti sarebbe stato lui, e non il giovane rimasto ucciso, l'obiettivo dell'aggressione. L'uomo, operato dopo l’accoltellamento, adesso sta bene. Ha alle spalle vari anni di carcere nel suo Paese e su di lui sono in corso accertamenti per fare luce su collegamenti con la mafia georgiana. Pretendeva dai due l’indennizzo per l'uso di un'auto a lui intestata e per alcune multe. Era andato anche a Fucecchio e aveva minacciato di uccidere il figlio di pochi mesi della sorella di uno dei due. Pressati dalle sue richieste, il 18 luglio scorso i due georgiani si sono presentati nel suo appartamento armati con due coltelli e lo hanno colpito ripetutamente all'addome. Quando lui è riuscito a fuggire, approfittando dell'intervento di una donna presente nell'abitazione, i due hanno preso di mira il 33enne colpendolo a morte prima di darsi alla fuga. La sera stessa la polizia, dopo averli identificati grazie alle telecamere del centro di Firenze, aveva perquisito la loro abitazione.
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