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Empoli

Destino ancora incerto per l’ormai ex tribunale di Empoli

Destino ancora incerto per l’ormai ex tribunale di Empoli

Chiude la sede di via Sanzio, il trasloco è già stato effettuato. Il vicesindaco sul futuro dell’immobile: «Prenderemo una decisione a breve»

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EMPOLI. Da oggi non chiamatelo più Tribunale. Ieri, giovedì 12 settembre, sono andate avanti per tutta la giornata – sotto gli occhi vigili dei carabinieri – le operazioni di trasloco: migliaia di faldoni sono stati portati a Firenze, dove sono stati trasferiti anche gli ultimi sei dipendenti che lavoravano nella struttura di via Sanzio. Le raccolte firme e gli appelli degli avvocati non sono bastati. Il tribunale di Empoli da oggi, venerdì 13, è soppresso insieme ad altre 29 sezioni distaccate in tutta Italia, come previsto dalla riforma voluta dall’ex ministro della Giustizia Paola Severino e ora portata a termine dall’attuale Guardasigilli Anna Maria Cancellieri. La chiusura arriva inesorabile – in nome della spending review e dell’ottimizzazione delle risorse – dopo anni di graduale depotenziamento del tribunale. Da oggi cittadini e aziende di un bacino territoriale che conta 170mila abitanti, per qualsiasi tipo di pratica o udienza dovranno recarsi a Novoli. Indietro non si torna. E allora non resta che guardare avanti. Lo sa bene il Comune di Empoli, proprietario dell’immobile di 1.500 metri quadrati in via Sanzio. Che non può restare vuoto e inutilizzato. E infatti l’amministrazione comunale è già al lavoro per trovare una soluzione in tempi brevi, per non ritrovarsi con un altro “contenitore” vuoto, o comunque non completamente sfruttato, nel cuore della città. Le ipotesi sul tavolo sono svariate: si va dalla vendita all’affitto, senza tuttavia escludere l’utilizzo diretto da parte della stessa amministrazione comunale: «Abbiamo subito disdetto le utenze e il servizio di pulizia – spiega il vicesindaco di Empoli, Carlo Pasquinucci – in modo da non sprecare soldi inutilmente. Per il resto stiamo facendo una serie di valutazioni, con la consapevolezza che una struttura del genere, di proprietà pubblica, deve essere utilizzata. Prenderemo una decisione sulla destinazione entro poche settimane e la comunicheremo alla cittadinanza».

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