Attenzione
Scatta la caccia agli evasori su Facebook e Twitter
Agenzia delle entrate confronta foto di vacanze e acquisti di lusso coi redditi. L’associazione dei contribuenti: «Proteggete i profili e non scrivete bugie»
EMPOLI. La foto del paradiso esotico che ha fatto da teatro alla vostra vacanza può costarvi cara. Ma occhio anche ad “annunciare” acquisti costosi agli amici “virtuali”. Da pochi giorni è entrato in funzione il nuovo redditometro per scoprire gli evasori, con l’Agenzia delle Entrate che passerà sotto la lente di ingrandimento gli scostamenti significativi tra reddito dichiarato e capacità di spesa manifestata dai contribuenti dell’Empolese Valdelsa (l’accertamento scatta se il “gap” è superiore al 20% e comunque oltre i 12mila euro). Si parte con le dichiarazione 2010 (relative al 2009). Poi toccherà alle annate successive. E una delle “spie” in grado di “raccontare” al Fisco il tenore di vita dei cittadini è rappresentato dai social network. Facebook, Twitter e Linkelin vengono utilizzati sistematicamente dagli 007 che sbirciano tra foto e “confidenze” che possono essere fatte agli amici, del tipo “ho comprato la barca”, “vado due settimane alle Maldive con tutta la famiglia”; oppure “domattina ritiro il mio nuovo Suv”, fino a “ho comprato un orologio da diecimila euro”. Nulla di strano se certi messaggi sono in linea con le dichiarazioni dei redditi dei cittadini in questione. Altrimenti scatta l’accertamento. E l’associazione contribuenti italiani mette in guardia i cittadini che vivono nel circondario: «Innalzate i livelli di privacy nella gestione dei profili personali ed escludete la visualizzazione di dati personali».
Come funziona. In questa fase vengono selezionate le posizioni dei contribuenti per i quali è emerso un significativo scostamento tra reddito dichiarato e spese sostenute rientranti tra le "spese certe" (presenti nell'Anagrafe tributaria o indicate dal contribuente stesso in dichiarazione dei redditi) e le "spese per elementi certi" (le spese per mantenere i beni presenti in anagrafe, quali l'abitazione o i mezzi di trasporto).
La trappola. E qui entrano in ballo i social network, come spiegano dall’associazione contribuenti: «Pubblicare sul proprio profilo Facebook la foto di un hotel a cinque stelle nel quale abbiamo soggiornato per una settimana – tanto per fare un esempio – equivale a una autodichiarazione. È come “confessarlo” al Fisco. Che può chiedere spiegazioni su quella spesa “sospetta”, in particolare se si tratta di un contribuente che non ha – apparentemente – un reddito tale da permettersi un certo tipo di tenore di vita. Se la “giustificazione” è esaustiva, la cosa finisce lì. Altrimenti c’è l’accertamento».
Occhio alle bugie. I social talvolta possono spingere gli incauti utenti a “gonfiare” certe informazioni: «Un comportamento che può avere ripercussioni nel rapporto con il Fisco. L’immagine di una vacanza in barca può non solo ottenere l'effetto di far morir d’invidia gli amici, ma essere utilizzata anche dai funzionari dell'Agenzia delle Entrate per elevare un accertamento induttivo utilizzando lo spesometro o il nuovo redditometro».
I dati. Secondo Vittorio Carlomagno, presidente di contribuenti.it «il Fisco sta incrementando l'uso di Facebook per controllare e monitorare i contribuenti italiani», come dimostrano «le numerose segnalazioni pervenute nel corso del 2013 allo sportello da parte di cittadini, informazioni che sono state raccolte ed elaborate dal Centro studi e ricerche sociologiche "Antonella Di Benedetto" di Krls Network of Business Ethics per conto del Magazine dell'Associazione». Secondo la ricerca presentata a Firenze, l'amministrazione finanziaria per controllare se le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti italiani corrispondono al loro tenore di vita e per stanare eventuali trasgressori, ha incrementato del 57% nel 2013 l'uso delle informazioni raccolte attraverso Facebook, Twitter e Linkelin.
La critica. «Avremmo preferito – afferma Carlomagno – che il fisco utilizzasse Facebook, Twitter o Linkelin per instaurare un dialogo con i contribuenti, utilizzando strumenti d'avanguardia per rendere un degno servizio di assistenza al cittadino, migliorando la tax compliance, riservando per gli accertamenti, strumenti più efficaci quali l’analisi dei flussi finanziari».
Raccomandazioni. Per tutti gli utenti di Facebook, Twitter o Linkelin che vogliono difendersi dalle intrusioni ed evitare un uso improprio delle informazioni, lo Sportello ricorda che è possibile di innalzare i livelli di privacy nella gestione dei profili personali degli utenti ed escludere la visualizzare di dati personali.
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