Il dolore
I’ Turi si è deciso e ora le pizze le sforna per sé
CRISI IO TI SFIDO Dipendente per anni, si è messo in proprio. «Oggi è meglio rischiare sulla propria pelle»
EMPOLI. Solitamente agosto non è mai propizio per le attività, specialmente per quelle che decidono di aprire i battenti proprio in questo mese e, più in generale, nel periodo estivoi. Ma la pizzeria a taglio “Da I'Turi”, aperta lo scorso 11 agosto nel cuore di Empoli (in via Ridolfi), è pronta a sfatare questo mito. E, vedendo i risultati che ha ottenuto in poco meno di trenta giorni, sembra quasi andare oltre le più rosee aspettative.
«Già da tempo avevo in mente di aprire un'attività in proprio – dice Salvatore Scanio, 32enne proprietario del locale – visto che comunque ho passato molti anni a lavorare come dipendente in questo settore. Inoltre ai giorni d'oggi, essere dipendente non ti dà più certezze di una volta e quindi, se comunque bisogna rischiare per arrivare in fondo al mese, preferisco affrontare la cosa in prima persona, da proprietario, con tutti i “pro” e “contro” che da questo derivano».
Salvatore, infatti, ha lavorato nel settore alimentare, come pizzaiolo per molti anni; l'ultima esperienza si è conclusa lo scorso giugno, presso un noto bar-pizzeria, sempre nel centro storico di Empoli. «Appena ho concluso il vecchio contratto – racconta – mi sono messo alla ricerca di un fondo commerciale che potesse soddisfare tutte le mie esigenze. L'ho trovato ad inizio agosto, e questo è il motivo per cui non ho aperto prima l'attività».
LE PUNTATE PRECEDENTI:
1. A 27 anni investe nella bottega del paese
2. La passione per i computer diventa un lavoro
3. Pane e amore per dire stop alla burocrazia
4. Addio all'impresa edile, torna a fare il fornaio
5. Sceglie Empoli e scommette sulla bellezza
6. Le sorelle Calosi cambiano vita con i libri usati
7. La ricetta di Stasi: farina di kamut ed entusiasmo
8. Orfani ma uniti: tre fratelli toccano il cielo con un bar
9. Orli e gettoni, la scommesa di due cognati
L'esperienza dimostrata da Salvatore, che nella gestione della pizzeria è affiancato sia dalla madre, Maria Pravatà, che dal nipote ventenne Antonio Cirrencione (entrambi collaboratori che hanno conseguito i certificati Haccp), ha fruttato loro non solamente nuovi clienti di tutte le età, quanto anche persone che solitamente si recavano nel locale dove lavorava prima il giovane. «I vecchi clienti ci sono fortunatamente – commenta Salvatore – magari si sono affezionati al tipo di pizza che preparo io».
Il mese di agosto, per “I'Turi”, è stato ricco d'attività e lavoro. «Fino ad ora, dobbiamo riconoscere che sta andando tutto per il meglio. Ci eravamo prefissi come obiettivo di arrivare a sfornare 30 teglie di pizza al giorno, chiaramente di diverso genere – continua l’imprenditore-pizzaiolo – e fortunatamente, ad oggi, possiamo dire di aver quasi centrato l'obiettivo. Inoltre, dal momento che ci stiamo ormai dirigendo verso la stagione autunnale e invernale, il trancio fumante di pizza sarà sicuramente più apprezzato che in questa calda estate».
La manualità e l'esperienza di Salvatore, aiutato da Antonio e Maria, ha dunque ricevuto un'importante risposta dagli empolesi: una vittoria forse parziale ma sicuramente considerevole per questo palermitano ormai naturalizzato empolese. «Quando sono arrivato qui dalla Sicilia – conferma – - avevo 15 anni e quasi non parlavo italiano ma solo il dialetto; i miei amici empolesi mi chiamavano scherzosamente Turi o Turiddo per abbreviare il mio nome e per mettere in mostra la connotazione siciliana. Per questo il nome della pizzeria è Da I'Turi, un nome siciliano, ma toscanizzato».
In attesa della stagione autunnale, la pizzeria continua a sfornare consensi, augurandosi che l'autunno, ormai alle porte, sia più che mai invitante e gustoso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
