Il Tirreno

Empoli

Si parte con solo tre ore di lezione al giorno

di Marco Pagli

Prima campanella con orari ridottissimi per la mancanza di insegnanti Ecco la mappa con la situazione istituto per istituto nell’Empolese Valdelsa

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EMPOLI. Mancano pochi giorni all’inizio del nuovo anno scolastico, ma ancora una volta la prima campanella sarà provvisoria e carica di incognite. Mancanza di insegnanti a causa dei ritardi sulle nomine, orari ridotti e didattica in molti casi ridotta all’osso. Ma anche difficoltà strutturali come quelle legate agli spazi a disposizione e di conseguenza alle classi affollate. Senza contare, ovviamente, la gabbia finanziaria sempre più stretta entro la quale sono costretti ad agire i dirigenti scolastici. Proprio loro che, armati di livella e pazienza, in questi giorni stanno ultimando tutte le procedure in vista dell’avvio, ci raccontano la difficile partenza del nuovo anno. «In un contesto di ritardi e ristrettezze – è il grido che lanciano all’unisono – l’impegno nostro e del corpo docente è massimo per assicurare un rientro sereno a tutti gli studenti». Un impegno su cui non c’è da dubitare, ma che da solo non basterà a cancellare i disagi presenti. Tanto per cominciare il primo cruccio su cui i presidi del circondario si stanno arrovellando riguarda appunto la composizione del corpo docente. Le difficoltà mutano da scuola a scuola, ma la certezza di avere delle cattedre scoperte almeno per la prima settimana è comune a tutte: ci sarà chi, come il Virgilio e il Pontormo, è riuscito a limitare i danni con mancanze intorno alla decina di professori e chi invece, come il Ferraris-Brunelleschi, ha un terzo dei posti scoperti. Di qui conseguono una serie di disagi legati alla copertura delle lezioni. E anche in questo caso le contromisure adottate sono diverse, anche se la costante è la riduzione, per ora nella prima settimana, dell’orario che in genere non supererà le quattro ore. E arriviamo all’altro tema caldo, quello del numero di alunni per classe. In base a quanto affermano i dirigenti non ci saranno sforamenti rispetto a quanto imposto dalle normative (per le secondarie di secondo grado i limiti sono di 27 studenti per aula, estendibili a 30, e di 20 se all’interno ci sono alunni disabili), anche se in molti casi, specie nelle prime, si registrano numeri alti intorno ai trenta ragazzi per classe.

Virgilio. «Per quanto riguarda i docenti – spiega il dirigente Alessandro Marinelli – siamo quasi al completo al classico e al linguistico, mentre all’artistico è vacante una decina di posti. Tuttavia, in attesa delle nomine, rimpiazzeremo le cattedre mancanti con i docenti di ruolo. Avremmo bisogno di una sede più grande e di nuove aule, ma l’assessore provinciale Di Fede ci ha assicurato che sta lavorando in questo senso». Pontormo. Il preside Graziano Salvadori assicura che non mancano più di dieci insegnanti. «Abbiamo avuto un incremento nelle iscrizioni – spiega – e avremo due prime in più: una allo scientifico e una al liceo per le scienze umane. Tuttavia non supereremo il tetto di 30 alunni per aula».

Ferraris-Brunelleschi. Qui la situazione delle nomine è particolarmente calda: secondo la dirigente Daniela Mancini, i posti non ancora assegnati sono il 30% del totale e saranno ridotti gli orari almeno nei primi giorni. Per quanto riguarda le classi, in attesa di sbrogliare la vicenda legata agli spazi della sede di via Giovanni Da Empoli dove secondo alcuni genitori sarebbero in procinto di essere trasferite alcune classi del Virgilio, anche qui nessuno sforamento nonostante l’incremento di iscritti all’Iti.

Fermi. I ritardi nelle nomine hanno ridotto all’osso l’orario nei primi giorni: quattro ore al tecnico commerciale e appena tre al professionale. La composizione delle classi, invece, è nella norma e si aggira in media intorno ai 25 alunni per aula.

Checchi. Anche qui l’orario provvisorio della prima settimana non va oltre le 3-4 ore di lezione. «Purtroppo i ritardi ci impongono una riduzione della didattica – spiega il dirigente Graziano Magrini – anche se per quanto ci riguarda abbiamo cercato di garantire il massimo a livello di organizzazione e abbiamo già completato l’organigramma con i docenti di ruolo. La perdita di due classi, poi, ha abbassato la necessità di spazi, anche se ci saranno classi di 30 alunni».

Enriques. «La nostra situazione è analoga a quella degli altri istituti – dice la preside Patrizia Paperetti – ci auguriamo di risolvere la situazione di docenti e supplenti entro la prima settimana».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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