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«Una parte del premio Boccaccio alla mia traduttrice»

«Una parte del premio Boccaccio alla mia traduttrice»

La scrittrice irlandese Catherine Dunne, vincitrice della sezione internazionale (Busi e Franco gli altri due), ha annunciato la decisione tramite la sua casa editrice Guanda

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CERTALDO. È proprio vero che le azioni che mettiamo in atto sono più eloquenti delle stesse parole che pronunciamo. La scrittrice irlandese Catherine Dunne, vincitrice della 32ª edizione del premio letterario Giovanni Boccaccio per la letteratura straniera, è una donna di grande intelligenza e sensibilità. Lo testimonia la sua decisione, comunicata attraverso la casa editrice Guanda che pubblica in Italia i suoi romanzi, di assegnare una parte dell'importo del premio Boccaccio (cinquemila euro) alla sua traduttrice italiana Ada Arduini. Si tratta di un gesto importante, che conferisce equa dignità professionale al difficile compito del traduttore, condividendone difficoltà e successi. Secondo le parole di Catherine Dunne, «Affinché una traduzione letteraria sia un successo, è necessario che il lavoro del traduttore sia invisibile. Sfortunatamente, per questo motivo, succede che molti traduttori restino sconosciuti o poco riconosciuti. Credo che essi siano gli invisibili eroi della letteratura che fanno conoscere il nostro lavoro al pubblico al quale altrimenti risulterebbe inaccessibile. Bisogna cercare di celebrare e riconoscere il loro lavoro in ogni modo». La consegna ufficiale avverrà in occasione della cerimonia di premiazione in programma il prossimo sabato 14 settembre, alle 17, nei locali di Palazzo Pretorio a Certaldo Alto. Tra gli altri vincitori del "Boccaccio 2013" Aldo Busi per la letteratura italiana e Massimo Franco per il giornalismo.

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