Il Tirreno

Empoli

A ZONZO

L’Insù comincia da via Donateschi

Nell’oratorio degli Affogati venivano esposti i morti in Arno

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FUCECCHIO. L'Insù, da sempre, comincia da via Donateschi, da quello che era l'oratorio degli Affogati. Tocca, poi, piazza del Fiore (piazza Niccolini), piazza dei Ferri (piazza Cavour), il Poggetto (Poggio Alberighi), quindi piazza Maggiore (piazza Vittorio Veneto), Rocca Corsini, Cassero, Cammullia, via di San Giovanni, il Poggio Salamartano, piazza Garibaldi, quindi il Palazzo della Volta, in via Guglielmo di San Giorgio (sede della Contrada e della Fondazione Montanelli Bassi), la Greppa. Conclusione in Sant'Andrea (piazza dell'Ospedale, via Castruccio, Valdarnese, con Porta a Noce, e il tracciato vecchio di via della Ferruzza, che nel Medioevo era la via Francigena).

In via Donateschi, andando insù, troviamo il vicolo dello Spedalino, nato per volere dell'arcivescovo Ruffino. Legato all'oratorio degli Affogati o chiesa di Santa Margherita (ex Bistino e il Cipresso, ora libreria Martin Eden). La chiesa prese il nome di oratorio degli Affogati perché vi venivano esposti i morti in Arno. Legato a questi due edifici, il conventino esistente nel vicolo che porta lo stesso nome, in via Machiavelli. Luogo noto, soprattutto, per i quindici fucecchiesi morti bruciati, nel febbraio 1906, durante una festa da ballo.

Proseguendo per via Donateschi, sulla destra, troviamo il palazzo dell'Opera pia Carlo Landini Marchiani, possidente, benefattore eccentrico, sindaco di Fucecchio sul finire dell'Ottocento. Subito dopo, la casa dove nacque, nel 1813, il politico risorgimentale e poeta Giuseppe Montanelli, che lo storico Giovanni Spadolini include tra i padri dell'Italia. (r.c.-m.c.)

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