Il Tirreno

Empoli

Un paese diviso a metà dal sottopasso infinito

Rfi ha realizzato la struttura portante del collegamento via Piave-via Fonda ma il Comune non può completarla per colpa del patto di stabilità

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CERTALDO. Un paese diviso in due. Tutto questo perché i lavori al sottopasso di via Piave-via Fonda a Certaldo non sono mai cominciati. I soldi, grazie a un mutuo del 2012 pari a 600mila euro – sono disponibili ma non spendibili per i vincoli importi dal patto di stabilità.

Un disagio per i cittadini che vivono alle estremità della linea ferroviaria della stazione di Certaldo. Così senza il collegamento del sottopasso di via Piave-via Fonda alla circonvallazione di via Falcone Borsellino, il paese è diviso in due tronconi. Rfi ha modificato a proprie spese grazie a un accordo con il Comune la linea ferroviaria ed ha realizzato la struttura portante del sottopasso, lasciando all'amministrazione comunale i restanti lavori. Che non sono mai iniziati. L'opera, secondo i piani iniziali doveva essere inaugurata ben prima del taglio del nastro della nuova 429 Certaldo Poggibonsi. Il primo progetto inizialmente era stato stimato intorno a 400mila euro ma poi è stato rivisto perché carente di alcuni aspetti. Il sottopasso così come è stato realizzato consentirà lo scambio di due mezzi pesanti ed ha anche un passaggio pedonale. I lavori lo agganceranno alla circonvallazione urbana di via Falcone e Borsellino con la realizzazione di una rotonda. Ma il sindaco Campinoti ha più volte ricordato che «chi non ha necessità di entrare nel centro urbano deve utilizzare la circonvallazione». Ci sono due sottopassi pedonali a Certaldo, uno di questi è dotato anche di ascensori che consentono ai pedoni, agli utenti, pendolari e turisti di poter spostarsi anche in bicicletta. Tra l'altro anche gli stessi ascensori ogni estate finiscono nel mirino delle critiche per i disservizi e l'orario notturno di chiusura, ritenuto da molti, non conveniente. Alle 22 gli ascensori interrompono il loro servizio fino alle 6 del mattino seguente. Con la chiusura dei passaggi a livello però e la modifica della linea ferroviaria, all'altezza di via Piave-via Fonda, però ad oggi si è di fronte a un'opera incompiuta. Ci sono due strade percorribili per riagganciarsi al paese e sono la circonvallazione di via Falcone Borsellino e il tratto di via Don Minzoni via del Molino che riporta in via Aldo Moro per poter riprendere l'arteria principale per avvicinarsi al centro urbano.

I disagi oltre che per i cittadini, si sono registrati anche per i vigili del fuoco nella notte di paura dovuta ai roghi del piromane nella scorsa primavera. I mezzi si spostarono in via XXVI Luglio per spegnere le fiamme. In seguito un altro focolare divampava al parcheggio di piazza Masini. L'assenza di un rapido collegamento costrinse i pompieri a fare il giro del paese.

Giacomo Bertelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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