Il Tirreno

Empoli

COINVOLGERE LE ASSOCIAZIONI NELLE SCELTE POLITICHE

di FRANCESCO BACCHI*

di FRANCESCO BACCHI* L. a crisi economica ha generato non solo un aumento dei bisogni e delle necessità primarie dei cittadini, ma anche in molti casi l'idea di coesione sociale che ha sempre trovato...

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di FRANCESCO BACCHI*

L. a crisi economica ha generato non solo un aumento dei bisogni e delle necessità primarie dei cittadini, ma anche in molti casi l'idea di coesione sociale che ha sempre trovato terreno fertile in questo territorio. Ad oggi il rischio di disgregazione della comunità e delle realtà che la compongono è sempre più elevato, lasciando sempre più spazio all'isolamento ,specialmente nei centri più grandi come Empoli. Se ci guardiamo in casa osserviamo una forte volontà di unire le proprie forze su problemi specifici da parte sia dei soggetti più piccoli o individuali che da quelli più grandi e strutturate. Non si contano le associazioni, anche di secondo livello, tavoli di discussione, punti di coordinamento che si trovano ad affrontare problematiche con grande dispendio di energie ed in molti casi senza essere realmente partecipi o semplicemente a conoscenza di tutto ciò che viene promosso o programmato nella propria città. L'attuale crisi cambia i bisogni ed i metodi per affrontare le problematiche che vengono poste, aumentando a dismisura la necessità di scelte coordinate e nell'individuazione di percorsi comuni. È su questa base che diventa necessario pensare per il futuro tavoli ad hoc e momenti di reale discussione preventiva delle scelte intraprese anche con le realtà associative, con strumenti di partecipazione concreti che portino da un lato ad una maggiore incisività e conoscenza e dall'altro ad una più ampia condivisione. Per non rimanere nel vago mi sento di aprire la discussione su alcune priorità. Come macro-argomento sicuramente il bilancio e perciò ideare un percorso che preventivamente permetta anche alle realtà sociali empolesi di presentare proposte o istanze prima della sua presentazione.

In secondo luogo, per quanto riguarda il disagio, attraverso lo scambio reciproco di informazioni ed una programmazione aperta e condivisa su metodi, obiettivi e proposte, provando ad essere collante positivo per tutta la società. Occorre saper essere gli interpreti delle istanze che provengono dal proprio territorio ricercando e promuovendo le proprie esperienze positive, non considerandole come acquisite ma puntare a migliorarle. Rischiamo di accorgersi della loro presenza solo quando saranno scomparse.

Infine, un altro aspetto aggregativo che riguarda più le nuove generazioni. Negli ultimi anni sono aumentati gruppi che si riunivano sotto una proposta specifica o comunque una problematica che riguarda la propria città: c’è una forte volontà ad essere attori delle scelte, ma che dopo il primo passo manchino gli strumenti per proseguire con più concretezza. Il compito della politica sta nel crearli.

*consigliere comunale a Empoli

resp. Terzo settore Pd circondario

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