Gioco
Primarie, poltrona per due è derby Donnini-Spinelli
A Fucecchio si scalda la corsa in casa Pd per il dopo-Toni, renziani favoriti Dall’altra parte in salita le quotazioni di Buggiani e anche Melani ci sta pensando
FUCECCHIO. Donnini in pole-position, braccata da Spinelli, con il bersaniano Buggiani pronto a inserirsi tra due renziani. Più indietro, ma non ancora fuori dai giochi i vari Talini, Sabatini e Melani, con Valentina Russoniello che potrebbe anche vestire in extremis i panni dell’outsider. A Fucecchio la griglia di partenza in vista delle primarie che incoroneranno il candidato sindaco del Pd per il dopo-Toni sembra ormai delineata.
Le bocche sono ancora cucite, ma la corsa sta entrando nel vivo all’interno di un Partito democratico fucecchiese ancora alla ricerca di quell’unità incrinata dalle primarie dello scorso dicembre e spazzata via dall’esito delle successive elezioni politiche. Rispetto a qualche mese fa la situazione sembra più chiara, anche se i “nomi caldi ” continuano a tenersi alla larga dalle dichiarazioni, per evitare di bruciarsi. Immutato è rimasto invece l’obiettivo: arrivare alle primarie con non più di 2-3 candidati. I renziani – che sono in netta maggioranza (il sindaco di Firenze ha ottenuto nella città del Palio il 67% dei consensi) – cercheranno di convergere su un unico nome. Al momento in lizza ce ne sono due, entrambi membri della giunta in carica.
Lanciatissima Emma Donnini, classe, 1974, insegnante di Lettere alla scuola media Montanelli Petrarca di Fucecchio, assessore alla pubblica istruzione, che può contare su una fitta rete di rapporti in città grazie al tipo di deleghe e al suo impegno nell’associazionismo cattolico e nel volontariato. E a proposito di popolarità, non è da meno Alessio Spinelli, 43 anni, dipendente del Comune di Santa Croce sull’Arno, che è assessore al bilancio, ma soprattutto allo sport e al Palio ed è in grado di raccogliere consensi anche nella zona collinare alla quale è molto legato. Dei due, probabilmente, ne resterà in lizza soltanto uno. Per un altro renziano ci sarebbe posto soltanto nel caso di rinuncia da parte di entrambi. A meno che qualcuno non decida di provarci lo stesso. Potrebbe essere il caso di Silvia Melani, 47 anni, attuale consigliere provinciale, vicesindaco e assessore alle attività produttive nella prima giunta-Toni e già candidata alla poltrona di primo cittadino nel 1995 per il Partito popolare. La sorpresa potrebbe essere invece Valentina Russoniello, 29 anni, consigliere comunale, che ha fatto parte dello staff di Renzi in occasione delle primarie.
E i “non renziani”? Tra gli assessori Sandro Buggiani (politiche sociali) sembra aver scavalcato Massimo Talini (sviluppo economico e ambiente), mentre un altro nome che resta in pista è quello del capogruppo del Pd in consiglio comunale Alessio Sabatini. Naturalmente la lista dei “papabili” è più lunga e le sorprese, come spesso accade in questi casi, sono dietro l’angolo. Esempio? Eluisa Lo Presti o l’assessore Sara Matteoli. Mentre il presidente del consiglio comunale Marino Lupi sembra deciso a tenersi fuori dai giochi.
Francesco Turchi
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