Il Tirreno

Empoli

S. Ansano, quei lavori annunciati alla Pieve non sono mai iniziati

S. Ansano, quei lavori annunciati alla Pieve non sono mai iniziati

Quattro mesi fa era stato detto che i soldi c’erano ma per ora non è stato firmato l’accordo

3 MINUTI DI LETTURA





SANT’ANSANO. «La soluzione è vicina, i soldi ci sono, a breve sarà firmato l'accordo per salvare la pieve di Sant'Ansano e finalmente prenderanno il via i lavori». Fu lo stesso don Giancarlo Mascheretti, parroco della pieve di San Giovanni Battista a Sant'Ansano in Greti ad annunciare soddisfatto quattro mesi fa che le speranze ed i buoni propositi declamati dai vari enti a più riprese di salvare la pieve dal crollo imminente si sarebbero presto tramutati in azioni concrete e soprattutto a breve scadenza. E invece, trascorsi altri preziosissimi mesi, ancora l'accordo non è stato firmato. Tutti attendono le mosse della soprintendenza, l'ultimo e purtroppo decisivo organo che ha in mano il pallino della situazione. Ma dalle stanze fiorentine tutto tace. Il 15 marzo scorso, dopo che il 4 marzo il parroco era stato costretto a chiudere al pubblico la chiesa per garantire l'incolumità dei visitatori, gli organi tecnici della Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio per le province di Firenze, Pistoia e Prato, guidati dal funzionario di zona architetto Gabriele Nannetti, alla presenza della responsabile della Curia dottoressa Lucia Cecchi e dei tecnici del Comune di Vinci e della Parrocchia di Sant'Ansano avevano effettuato il sopralluogo all'interno della chiesa, ma nonostante la constatazione dell' avvenuto aggravamento delle condizioni strutturali, il summit non aveva avuto un esito immediato. I rappresentanti dei tre enti coinvolti si lasciarono con il proposito di raccogliere più risorse possibili in breve tempo.

«La buona notizia - proseguiva poco dopo don Giancarlo attraverso dichiarazioni pubbliche - è giunta dal ministero per i beni culturali, che metterà a disposizione attraverso la soprintendenza una somma intorno ai 70mila euro, che vanno ad aggiungersi ai 145mila euro già stanziati dalla Conferenza Episcopale Italiana attraverso la curia diocesana di Pistoia proprietaria del bene ed ai circa 50mila messi a disposizione dal comune di Vinci». Per inciso, mancherebbero nemmeno 30mila euro da reperire presso altri enti - forse sarebbe il caso che anche la Regione facesse la sua parte - per completare la somma necessaria a realizzare l'intero progetto, rimodulato al ribasso rispetto alle prime ipotesi. Alla riunione risolutiva, tenutasi in aprile, sarebbe dovuta dunque seguire a breve la firma del protocollo d'intesa fra comune, soprintendenza e curia pistoiese. E invece niente. Almeno per ora. E la promessa del ministero, attraverso la soprintendenza, per adesso rimane una promessa, che però blocca anche le altre somme già messe a disposizione dagli altri enti. E intanto, siccome siamo in un bell'agosto siccitoso le piogge, grandi alleate della frana che muove il versante sul quale è adagiata la pieve, sembrano lontane. Ma l'inverno è dietro la porta, e se davvero i lavori di consolidamento non fossero effettuati prima della nuova stagione autunnale, per la pieve saranno dolori. Chissà se resisterebbe alle ingiurie di un altro piovoso autunno. Il progetto architettonico di massima a suo tempo presentato, consistente in opere di consolidamento e sottofondazione con micropali in cemento armato e materiali tecnologicamente avanzati idonei a fermare il movimento franoso in atto, mira a mettere in sicurezza la pieve per un periodo molto lungo. Ma attenzione.

«Dal punto di vista tecnico i controlli periodici effettuati - ebbe ad affermare l'architetto Luciano Scali, tecnico incaricato da anni dalla parrocchia di Sant'Ansano per seguire le complesse vicende della pieve - evidenziano una sempre maggiore tensione dell'intera struttura».

L'intero versante collinare sul quale è adagiata la pieve, in particolare la zona absidale, sta inesorabilmente scivolando verso valle, e se non fosse stato effettuato l'intervento di consolidamento nel 2006, allora interamente finanziato dalla Soprintendenza con 150mila euro di fondi propri, probabilmente la pieve sarebbe già perduta. Ma la guardia non deve essere abbassata, perché il rischio rimane fino al completamento dell'intervento. La chiesa naturalmente resta inaccessibile - ormai sono trascorsi quasi sei mesi dalla chiusura dei portoni - a causa delle condizioni strutturali e dei rischi di crollo delle strutture verticali, peraltro evidenti, e denunciati dagli stessi tecnici della soprintendenza da anni. Il parroco intanto continuerà a celebrare la messa nei locali della canonica. Ed a sperare, come tutti noi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web