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Empoli

Associazione Lilliput: «Servizio Nonlobuttovia a rischio, dateci una casa»

Associazione Lilliput: «Servizio Nonlobuttovia a rischio, dateci una casa»

I volontari lanciano l’allarme: «Il Comune di Empoli non ci fa tornare nello spazio di Avane, chiediamo aiuto anche all'Unione»

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EMPOLI. L'associazione Lilliput di Empoli lancia un appello al Comune ma non solo: «Dateci uno spazio per poter continuare con 'Nonlobuttovia'». Una nota alle porte di Ferragosto vuole accendere i riflettori su un problema che da mesi, orma dallo scorso aprile, impedisce il regolare svolgimento dello spazio gratuito del riuso e del riciclo che negli ultimi anni si è tenuto prima nella frazione empolese di Avane, sotto la vela dell'ex mercato ortofrutticolo, e poi al circolo Arci di Martignana, nel comune di Montespertoli.

«L'appuntamento con Nonlobuttovia ogni seconda domenica del mese è stato un punto fermo nella vita associativa del nostro territorio. - spiegano i volontari dell'associazione, presieduta da Irene Quercioli - Tre anni fa abbiamo cominciato la nostra attività nei locali dell'ex mercato ortofrutticolo di Avane, da dove abbiamo dovuto traslocare a causa dei lavori di bonifica dall'amianto. Per più di un anno Nonlobuttovia è stato ospite del Circolo Arci di Martignana, che ci ha dimostrato grande disponibilità e accoglienza. Negli ultimi mesi, da maggio precisamente, siamo stati costretti a sospendere ogni iniziativa in attesa di trovare un accordo con l'amministrazione comunale di Empoli e le altre associazioni coinvolte per rientrare nei locali di Avane, da dove siamo partiti e dove vorremmo tornare». Nel corso dell'estate sono stati allestiti banchini in forma ridotta alla Mostra Internazionale della Ceramica di Montelupo Fiorentino e nelle sere estive del centro storico di Empoli all'angolo tra le vie Ridolfi e del Giglio.

Il punto però è: da settembre che fine farà il servizio? «Era un punto fermo per gli abitanti della zona e non solo - proseguono i ragazzi di Lilliput - molte persone venivano da noi per ridistribuire oggetti in buono stato, dei quali si liberavano perché ingombranti o non più utilizzati. L'obiettivo era quello di valorizzare il riuso e il riciclo degli oggetti in modo da far finire in discarica solo ciò che non è più recuperabile o utilizzabile».

Lo scorso 13 aprile l'associazione diramò una nota stampa in cui si diceva di aver «avuto il via libera al ritorno nella propria sede originale» di Avane. Promessa poi disattesa dal Comune anche perché gli spazi all'ex mercato ortofrutticolo sono limitati e più entità (Golem, ReSo, Compagnia delle Arti Distratte per fare degli esempi) si trovano a dover trovarsi d'accordo per avere un 'pezzo' per andare avanti, sicuramente più limitato rispetto al passato.

«Il problema di Lilliput - concludono i volontari - è che per mandare avanti il servizio servono ambienti di una certa capienza per stivare tutti gli oggetti che periodicamente vengono consegnati. Purtroppo non abbiamo a disposizione tra tutti gli associati un fondo proprio, per cui, facendo un servizio per la collettività, peraltro patrocinato dal Comune di Empoli, chiediamo aiuto alle istituzioni. Se il municipio di via Del Papa non può ascoltarci, vorremmo allargare la discussione a livello di Unione dei Comuni Empolese-Valdelsa o dei territori vicini anche perché il servizio offerto è davvero di dimensioni territoriali. Auspichiamo che, passato il 'silenzio agostano', si possa riaprire la discussione e non privare i cittadini del Circondario di un servizio che ha sempre funzionato e, soprattutto, a costo zero per tutti».

Nel frattempo l'attività di 'Nonlobuttovia' prosegue sulla pagina facebook (www.facebook.com/ReteLilliput) e sul sito www.nonlobuttovia.net, dove esiste la versione 'online' dello spazio fisico del riuso e del riciclo.

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