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Piscina troppo cara, parte la protesta

Piscina troppo cara, parte la protesta

È l’impianto di Castelfalfi dove una famiglia per una giornata doveva spendere 80 euro: «L’impianto è aperto al pubblico ma a questi prezzi è impossibile usufruirne»

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MONTAIONE. Castelfalfi nel mirino. Per un motivo preciso: è incamminato su una strada che esclude gli abitanti del territorio. A lanciare l'allarme Enrico Senesi. Fa l'esempio delle piscine, riaperte dopo sei anni d'attesa, e con un investimento superiore ai 2 milioni di euro. Una domenica pomeriggio, di questa estate canicolare, Senesi va con moglie e due figli a Castelfalfi. Obbiettivo: le piscine che non sono riservate solo agli ospiti del resort ma, grazie a un accordo tra la proprietà e l’amministrazione comunale, sono aperte anche al pubblico. E dovrebbero andare a sostituire l’impianto che c’era e che, appunto, è stato chiuso ormai sei anni fa. Per entrare avrebbe dovuto spendere quasi 80 euro. Enrico spiega: «Riflettendo, è vero che la struttura, come promesso, è stata aperta al pubblico: il pubblico, però, sia quello italiano che quello estero, vive in un'altra realtà, quella della crisi che si sostanzia nello spendere in modo oculato. Qui stiamo parlando di uno stadio bellissimo, ma costruito senza curve, senza maratone inferiori, ma con il solo settore di poltronissima numerata». Senesi è uno che ha seguito, partecipando a diversi dibattiti, il Progetto Castelfalfi e ricorda perfettamente che uno dei cardini per arrivare alla sua approvazione «è stato sicuramente il fatto che Castelfalfi non sarebbe diventato un'enclave tedesca nel nostro territorio ma, anzi, sarebbe stato aperto al pubblico e con nuove opportunità per i residenti».

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di Redazione web