Toscana
Scovati 2.000 furbetti che non pagavano la Tia
Grazie al lavoro fatto per l’avvio della raccolta porta a porta sono stati censiti gli “utenti fantasma” e poi recuperati i soldi delle bollette per gli ultimi 5 anni
EMPOLI. Grazie all’attuazione della raccolta dei rifiuti porta a porta sono stati scovati 2.000 utenti che non pagavano regolarmente la Tia. Il dato è emerso da Publiambiente dove, nel territorio degli undici Comuni dell'Unione, da 69mila utenze prima del porta a porta, siamo passati con il nuovo sistema di raccolta a oltre 71mila. E di queste utenze solo una piccola parte, pari a circa 200, è costituito da attivazioni di servizio ex novo. Rispetto, invece, agli utenti non regolarmente censiti, una buona parte non erano residenti nelle abitazioni in questione. Secondo i dati raccolti dagli operatori di Publiambiente, si trattava di seconde case, oppure di appartamenti con un ricambio frequente di inquilini. Ma c'è anche, però, chi è riuscito ad evadere la Tia sistematicamente, malgrado fosse residente in quell’ abitazione da molti anni. E lo smaltimento attraverso i cassonetti lo ha “aiutato” a non venire individuato.
Il grande servizio di informazione offerto ai cittadini al momento dell'arrivo della porta a porta e la distribuzione dei nuovi contenitori, però, ha messo fine all’evasione della Tia. Gli operatori, infatti, per esporre in modo capillare il nuovo servizio di raccolta rifiuti, si sono presentati ad ogni casa seguendo e “spuntando” le liste date dalla banca dati di Publiambiente. Un buon 5% di questi, però, non era appunto ufficialmente censito ed è stato prontamente messo a norma.
Non si possono stimare quali sono i comuni del circondario con una maggiore presenza di “utenti fantasma”; ma è certo che nei territori che presentano un territorio più turistico la concentrazione di “furbetti” è stata più alta. I provvedimenti attuati da Publiambiente per i trasgressori sono stati di varia tipologia: quando è stato possibile, sono stati recuperati i soldi delle bollette degli ultimi 5 anni che non erano stati regolarmente pagati. In altri casi invece, ad esempio negli appartamenti con un frequente ricambio di inquilini, è stato recuperato solamente il denaro delle bollette dell'ultimo anno. A tutti , comunque, è arrivata una bolletta cumulativa. Ad oggi resta tuttavia un 2,5% di utenti (rispetto al numero complessivo) che evadono il servizio. Si tratta di proprietari di seconda case che non sono stati mai rintracciati e famiglie che ancora non hanno ricevuto gli appositi contenitori per la differenziata (anche in questo caso si parla di possessori di seconda case).
Prima dell'avvento del porta a porta, aggirare le spese per il servizio, era molto più facile. Spesso infatti, coloro che lasciavano il proprio appartamento per trasferirsi in un altro, si scordavano di disdire il servizio. I vecchi inquilini continuavano a ricevere la regolare bolletta senza pagarla poiché non vivevano più in quella casa, mentre i nuovi non ricevevano proprio alcuna bolletta e tutti potevano usufruire liberamente del cassonetto. Adesso invece, con gli appositi contenitori che hanno quasi funzione di contatori per l'immondizia, è praticamente impossibile aggirare le tasse. I contenitori vengono lasciati casa per casa battendo a tappeto tutte le zone degli undici Comuni dell'Unione e rilevando utenze non censite. Inoltre, nel caso di inquilini di appartamenti che decidono di trasferirsi altrove, devono restituire i bidoncini a Publiambiente attuando contemporaneamente la recessione dell'utenza al servizio.
Chiara Capezzuoli
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