Gioco
Tornano le multe a clienti e prostitute
Il sindaco di Fucecchio sfida ancora una volta i giudici e firma una nuova ordinanza anti-lucciole
FUCECCHIO. Continua il braccio di ferro tra il sindaco Claudio Toni e i giudici. L'oggetto del contendere è il potere dei sindaci di emanare le ordinanze che vietano la prostituzione sulle strade e nei luoghi pubblici.
Un potere che, secondo la Corte Costituzionale e la Cassazione (l’ultima sentenza che va in questa direzione è proprio di pochi giorni fa), i sindaci non hanno, se non vincolato a situazioni e criteri di contingibilità ed urgenza.
Il primo cittadino fucecchiese, nonostante la recente bocciatura, ha firmato una nuova ordinanza (quella precedente era “scaduta” lo scorso 31 luglio) che da ieri è affissa all'albo pretorio del Comune, puntando ancora una volta sulla “temporaneità” del provvedimento (in vigore fino al 31 gennaio 2014), che di conseguenza non rientra – almeno secondo la sua interpretazione – tra quelli a tempo indeterminato bocciate da Corte Costituzionale e Cassazione.
Non arretra quindi di un passo Claudio Toni, che incarica la polizia municipale, e comunque tutte le forze di polizia presenti sul territorio, a far rispettare quanto contenuto nella nuova ordinanza, la quarta del suo mandato che, nella sostanza, non è diversa dalle precedenti la prima delle quali entrò in vigore nel settembre di tre anni fa. Il Comune di Fucecchio non concede tregua al fenomeno della prostituzione sulle proprie strade in particolare lungo la provinciale Romana Lucchese nella zona di Galleno, prevedendo multe fino a 500 euro a cliente e lucciola anche se “pizzicati” a parlare.
Dopo la recente vicenda delle due cittadine dell'Est multate perché sorprese ad attirare i clienti ballando mezze nude ballando la lap dance sul palo dello stop all’inizio del centro abitato della frazione, la task-force dei vigili proseguirà il proprio lavoro anche nel mese di agosto, anche perché le decine di multe fatte in questi anni non hanno... spento le “lucciole”.
Si preannuncia quindi una estate bollente sia per i vigili sia per le prostitute che ogni giorno rischiano di veder arrivare sul “luogo di lavoro” gli uomini guidati dal comandante Roberto Dini con il proposito di mettere fine a questo fenomeno. Che – tra i tanti aspetti critici dettagliatamente elencati nelle sei pagine che compongono l'ordinanza – «ha anche quello di offrire un messaggio diseducativo di scadimento dei valori sociali con possibilità di incidere in maniera negativa sul processo educativo dei minori».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google