Gioco
Aggredito dai ladri in casa in gravi condizioni per 10 euro
Picchiato nella notte uomo di 51 anni che ha tentato di bloccare i due, scoperti nella camera del figlio Ma loro lo hanno colpito in testa con una statuetta presa sul terrazzo e poi sono fuggiti
CERRETO GUIDI. Per dieci euro hanno ridotto in gravi condizioni un padre di famiglia, Giovanni Collazzo, 51 anni, aggredito in casa propria da due ladri trovati in camera del figlio. Siamo a Stabbia, sulla via Francesca che collega Fucecchio a Montecatini, una zona comunque tranquilla dove si trovano alcune attività commerciali tra cui un bar, un tabacchi ed una lavanderia e tante villette, una di fianco all'altra. Ora l’uomo si trova ricoverato nel reparto di neurochirugia dell’ospedale di Careggi dove è stato trasferito ieri pomeriggio dal S. Giuseppe di Empoli dopo che le sue condizioni si sono aggravate.
«Erano le tre di notte - spiega Tosca Montanelli, suocera di Collazzo - la prima ad accorgersi che c'era qualcosa che non andava è stata sua figlia. Ha visto una luce in camera, ma pensava fosse qualcuno di noi di casa, magari il padre, e si è riaddormentata». Invece erano i ladri che, poco dopo, si sono diretti in camera del figlio di Collazzo che stava dormendo. «Alessandro si è svegliato - racconta ancora la nonna del ragazzo - ha visto la luce di una pila in camera e si è messo ad urlare, a chiamare il padre dicendo che c'erano i ladri in casa». I ladri, due, sarebbero entrati dalla finestra del bagno e al momento in cui sono stati scoperti dalla famiglia, avevano già portato via una borsa con all'interno un portafogli. C'erano dieci euro e documenti: una patente è stata ritrovata poco lontano, per strada. I due hanno quindi tentato di fuggire dal balcone e qui è nata una colluttazione tra loro e il padrone di casa.
Uno dei malviventi ha agguantato una statuetta da giardino (presa sul terrazzo) e con quella ha colpito violentemente Giovanni Collazzo prima di dileguarsi insieme al compagno. Subito dopo la richiesta dei soccorsi con l'automedica. «E' stata una notte tremenda- spiega una vicina - abbiamo avuto tutti paura, mi sono riaddormentata solo la mattina alle sei». I ladri poco prima avevano visitato anche una casa poco lontana, sulla stessa via Francesca, a cento metri dall'abitazione della famiglia Collazzo ma sull'altro lato della strada procedendo verso il paese. «Saranno state neanche le due di notte - spiega Maria Rosa che ha un negozio di floricoltura con il suo stesso nome - stavamo dormendo quando ho sentito dei rumori. In casa oltre a mio marito c'era anche il mio nipotino, ho aperto gli occhi ed ho visto una piccola luce che percorreva la camera». Tanto spavento per Maria Rosa, che ha cominciato a tossire convulsamente ma non si è mossa dal suo letto. «Ho sentito altri rumori forti, poi più niente - prosegue - quando ci siamo alzati abbiamo trovato la porta spalancata e forzata. Ci è andata bene, visto poi quello che è successo poche case più avanti e poco dopo». I furti a Stabbia, come in ogni altro paese, non sono cosa nuova. «Entrano un po' dappertutto - dicono all'edicola e tabacchi Mazzantini, a due passi da casa Collazzo, - soprattutto ai piani bassi delle abitazioni. Alle villette a schiera nella zona residenziale hanno fatto piazza pulita negli anni scorsi, adesso era diverso tempo che non si sentiva dire niente». Invece stavolta non è tanto il furto, la violazione di una proprietà privata, a lasciare sgomenti, quanto la violenza che ne è conseguita. Inevitabilmente la notizia ha fatto il giro del paese in pochi minuti: è bastato sentir arrivare un'ambulanza a sirene spiegate in piena notte e la mattina dopo vedere i carabinieri. Giovanni Collazzo tra l'altro è olto conosciuto in paese, dove ricopre da anni il ruolo di consigliere al locale circolo XXIII Agosto. «Non si può più stare tranquilli - dicono in paese - adesso speriamo soltanto che Giovanni si rimetta presto e torni a casa dalla propria famiglia e dai suoi figli».
Sara Bruni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
