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Empoli

Finisce su una cabina Telecom, proteste per la pista ciclabile

Finisce su una cabina Telecom, proteste per la pista ciclabile

È quella realizzata di recente alla Ferruzza in un intervento sul lato destro di via Bonaparte. Il sindaco Claudio Toni replica: «Una polemica sterile»

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FUCECCHIO. Una pista ciclabile che termina su una cabina telefonica. Che non si riesce a capire da dove inizia e se sia utilizzabile anche a piedi. Proteste a Fucecchio nella zona del quartiere Ferruzza: la segnalazione arriva da alcuni ciclisti e pedoni che si definiscono «disorientati» per l’utilizzo della pista ciclabile che è stata realizzata di recente sul lato destro di via Bonaparte in direzione Botteghe nell’ambito di un intervento di riqualificazione e sicurezza costato complessivamente all’amministrazione comunale quasi 600mila euro. Una lingua d’asfalto di circa cinquecento metri che viene considerata, però, come un percorso ad ostacoli. La pista ciclabile termina a ridosso della piazzetta adibita a parcheggio ma, una volta in fondo, «non c’è alcuna indicazione che aiuta il ciclista nell’attraversare o meno la piazza» spiegano alcuni utenti. Di recente è stato delimitato con i paletti ed una striscia gialla un percorso protetto, che è una sorta di proseguimento del percorso ciclabile. Questo corridoio però finisce tra una cabina del telefono, un armadietto dell’energia elettrica e le auto in sosta. Rispetto alle proteste il sindaco Claudio Toni spiega che: «Non ci sono difficoltà, la pista termina nella piazza. C’è un passaggio pedonale, delle catene che delimitano lo spazio riservato ai ciclisti». Dunque la polemica, per il primo cittadino, non serve.

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