Gioco
Anidride carbonica pura nel sottosuolo di Certaldo
San Paolo, prime anticipazioni sull’esito delle ricerche di Lifenergy e Idrogeo Non ci sarebbero pericoli per la salute, ma a settembre sarà comunque battaglia
CERTALDO. Sarà un settembre caldo a Certaldo. Se da un lato si aspetta il consiglio comunale aperto sul tema della caccia alla CO2, allo stesso tempo arriveranno i risultati delle prime ricerche legate all'anidride carbonica promosse dalla Lifenergy e dalla Idrogeo che stanno lavorando sul progetto San Paolo.
Ma intanto arrivano le prime anticipazioni portano indicazioni molto positive per gli imprenditori: la CO2 presente nel sottosuolo certaldese è pura al 99,8%. Insomma una miniera d'oro che sembra essere anche esente da idrosolfato, elemento sul quale il Comitato per la difesa e la tutela della Valdelsa aveva paventato i rischi per la salute.
A settembre inoltre arriverà sul tavolo della Regione Toscana, del Comune di Certaldo e di tutti gli enti di controllo preposti anche il progetto concreto “San Paolo” con la richiesta di Via (Valutazione impatto ambientale). La seconda fase, quella decisiva per capire concretamente la locazione dei pozzi e lo stabilimento sta per entrare nel vivo quindi. Consiglio comunale aperto, una commissione in Comune a Certaldo, raccolta di firme da parte del Comitato e manifestazioni: un pentolone di fatti e parole, ai quali a settembre andranno ad aggiungersi altre carte destinate ad alimentare ulteriormente il dibattito.
Intanto anche gli stessi soggetti interessati all'estrazione di anidride carbonica guardano con interesse una deliberazione pubblicata dalla Regione Toscana legata a un rinnovo di una concessione di estrazione di anidride carbonica in provincia di Arezzo, più precisamente a Pergine che va avanti da 57 anni. Gli stessi tecnici locali stanno studiando le carte dove tutti le parti in causa hanno rinnovato una concessione per lo sfruttamento che va avanti dal 1956. Viene ritenuto «un progetto molto simile a quello del San Paolo di Certaldo» e quindi «compatibile con lo scenario territoriale».
Il San Paolo potrebbe produrre 1,5 tonnellate l'ora di CO2 rispetto alle 0,4 di Pergine d'Arezzo, uno dei Comuni dove ricade il progetto nominato 'Acque Bugliola' che conta di 28 di pozzi, di cui 5 attivi. È capace di produrre all'anno 3700 tonnellate l'anno di minerale e con uno stabilimento e dei gasdotti convoglia l'anidride carbonica: la stessa tecnica che probabilmente si adotterà a Certaldo.
L'attività di commercializzazione dei vari gas – nell’aretino – comporta il transito di due autocisterne da 23 tonnellate di capacità al giorno e otto automezzi di varia capacità adibiti alla distribuzione bombole.
In caso di perdite di anidride carbonica dai pozzi non si prevede l'interessamento di aree pubbliche o aree con presenza di abitazioni civili. Se avviene all'interno dello stabilimento, all'esterno avranno una durata limitatissima e non avranno effetti irreversibili per le persone. L'Asl di Arezzo reputa che dopo 57 anni di estrazione non si rilevano elementi ostativi ai fini dell'igiene pubblica ad un rinnovo della concessione. Tutti punti che saranno portati sul tavolo delle istituzioni locali, con un pizzico anche di rivalsa – da parte dei promotori del progetto – verso chi avrebbe creato nella popolazione solo disinformazione e allarmismo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google