Il Tirreno

Empoli

La lunga notte della crisi non è ancora terminata

di Chiara Capezzuoli
La lunga notte della crisi non è ancora terminata

Lo shopping serale ha fatto registrare un sensibile calo in tutto il circondario Secondo molti addetti ai lavori c’è da rivedere la formula e servono più eventi

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EMPOLI. Le aperture serali di luglio dei negozi del circondario Empolese Valdelsa, non sono riuscite a dare una sferzata all'economia. Le aperture straordinarie erano considerate alla vigilia come una “mobilitazione per la sopravvivenza” per almeno 50 negozi, un estremo tentativo di bloccare il preoccupante trend di una cessazione di attività ogni due giorni che si è registrato nei primi mesi del 2013. Il peggio è stato evitato, ma l’impressione è che la “resa dei conti” sia soltanto posticipata di qualche mese, a meno che nel frattempo non si registri un’inversione di tendenza.

Il quadro. Lo shopping notturno ha registrato tanti visitatori ma pochi compratori. Come conferma da Lapo Cantini di Confesercenti: «Le vendite sono state poche e in calo rispetto agli anni passati: in controtendenza Fucecchio dove si è riscontrato un buon incremento». Le persone non vogliono, e non possono, spendere e questo comporta il rischio di chiusura di molti negozi. Secondo quanto stimato da Confesercenti Toscana – che ieri ha rilanciato l’allarme chiedendo alla Regione la convocazione degli Stati generali del commercio – nei primi quattro mesi dell'anno sono state aperte nella regione 397 attività e ben 1.324 hanno dovuto chiudere con una frequenza di 11 attività al giorno. La condizione di pericolo in cui si trovano le attività del nostro territorio, viene ribadita dagli scarsi acquisti che vengono fatti nel periodo solitamente più fertile, ovvero quello dei saldi.

Così a Empoli. I pochi acquisti che vengono fatti nel centro storico di Empoli, sono da imputare a diversi fattori, stando anche a quanto riferiscono i commercianti. Per molti infatti il datato progetto “Luci della Città” dovrebbe essere un po' rivisto, visto che le esigenze sono un po' mutate e considerando anche il fatto che Empoli non è più l'unica città del circondario a proporre iniziative di questo tipo. Chiaramente il fattore crisi è quello che più incide sul calo delle vendite e la cessazione prematura di alcune attività. «Non abbiamo riscontrato successo nelle aperture notturne – dice Antonio Sabatino del bar Leontina – fatta eccezione per le giornate in cui ci sono state la presentazione della nuova squadra dell’Empoli calcio e l'iniziativa per i bambini del centro estivo». E ieri sera la saracinesca del bar è rimasta abbassata «perché non ne vale la pena». E c’è anche chi ha tenuto aperto «soltanto – spiega Silvia Paolettoni nel negozio di fiori di piazza Farinata – per dare vitalità al cuore della città in occasione degli eventi»,

La ricetta. Il messaggio comune portato dai commercianti empolesi sembra infatti quello di correlare l'apertura notturna dei negozi con concerti, mostre e quant'altro. Non meno importante sarebbe ridurre i giorni di apertura notturna ad una sola volta a settimana, magari iniziando dal periodo di giugno. «Il nostro negozio ha avuto un buon incremento del 20% rispetto agli altri mesi grazie ai saldi – dice Cetti Ragusa del negozio Brand Outlet – è anche vero che sarebbe carino se le iniziative dei commercianti iniziassero in giugno». Luigi Di Maro e Mario Scheggi di “29 via del Giglio”: «Il periodo dei saldi bene o male frutta sempre e un maggior numero di eventi di vario genere invoglierebbero di più a compare».

Serve un taglio. «Vengono fatte troppe serate d'apertura notturna – dice Massimiliano Masotti nella camiceria MM – tanto che ormai non viene più considerato come un evento particolare: 10 anni fa ne valeva la pena, quando Empoli era l'unica nella zona a fornire questo sevizio. Inoltre se fossero incentivati più manifestazioni ed iniziative per richiamare l'attenzione della gente, magari inizierebbero a compare qualcosa in più». Secondo Andrea Vezzosi della pasticceria Gaggioli e Vezzosi «un'apertura a settimana a luglio e tre serate in tutto il mese di mese di giugno potrebbe andar bene, il tutto accompagnato da un maggior numero d'iniziative promosso dal nostro Comune».

Controcorrente. «La mancanza d'eventi e le molte aperture nel mese di luglio non sono le motivazioni del calo nelle vendite – dice Stefano Bianucci di Confcommercio – il problema sono i soldi che mancano nelle tasche della gente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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