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Empoli

Quattro sindaci della zona nel consiglio metropolitano

Quattro sindaci della zona nel consiglio metropolitano

Dal 1º luglio 2014 il nuovo ente al posto della Provincia: Empoli, Castelfiorentino, Certaldo e Fucecchio al vertice. Gli altri faranno parte dell’assemblea

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EMPOLI. Addio alla Provincia di Firenze. Nasce la Città Metropolitana. Che sarà guidata dal sindaco di Firenze a capo di un consiglio formato dai sindaci dei diciassette Comuni con oltre quindicimila abitanti, tra cui Empoli, Castelfiorentino, Certaldo e Fucecchio.

La nuova istituzione prevede inoltre una “conferenza metropolitana” formata da tutti i sindaci che fanno parte del consiglio (con compiti di indirizzo) più gli altri ventisette dei comuni della ex Provincia di Firenze (compresi dunque Capraia e Limite, Cerreto Guidi, Gambassi Terme, Montaione, Montelupo Fiorentino, Montespertoli e Vinci), con il compito di approvare statuti e bilanci.

È il nuovo disegno istituzionale che va delineandosi con la nuova riforma varata dal Consiglio dei ministri guidato da Enrico Letta.

Le Province, almeno per il momento, non vengono cancellate, ma semplicemente “svuotate” di competenze e nelle aree metropolitane – come appunto nel caso di Firenze (oltre a Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Bari, Napoli e Reggio Calabria) – sostituite dalle “Città metropolitane”: saranno tutti enti di secondo grado, cioè non eletti dai cittadini, ma formati dai sindaci.

La Città metropolitana (che interesserà un territorio di quasi 5.400 chilometri quadrati con più di 991mila abitanti) per entrerà in funzione tra poco meno di un anno, il 1° luglio 2014, dopo le elezioni amministrative che per la prima volta non interesseranno dunque la Provincia e assorbirà i compiti di programmazione, pianificazione, coordinamento, promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture, delle reti di comunicazione. Nel periodo che va dal 1° gennaio al 1° luglio 2014 le città metropolitane dovranno solo approvare lo statuto

Il sindaco metropolitano – che sarà a capo del consiglio – potrà nominare un vicesindaco e “consiglieri delegati”.

La nuova geografia istituzionale è stata pensata dal governo con l’obiettivo di risparmiare risorse: tutti i componenti infatti non percepiranno alcun compenso ulteriore rispetto a quello che già riscuotono come sindaci. Il disegno di legge dovrà però ottenere il via libera del Parlamento entro la fine dell’anno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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