Gioco
Il prete operaio che dall’altare ha saputo fare unione
Renzo Fanfani: «Quando sono arrivato il paese era diviso Ho cercato di cucire il tessuto sociale intorno alla chiesa»
EMPOLI. «Il quartiere di Avane negli ultimi vent’anni è cambiato nel profondo. Ha acquisito conoscenza di sé e soprattutto ha mutato la sua immagine agli occhi degli altri». Don Renzo Fanfani ci accoglie nella sua casa di Limite, oggi che non è più il parroco della comunità dove ha vissuto per 17 anni (dal 1990 al 2007) e si è ritirato. Classe 1935, ex ufficiale dell’esercito, a 31 anni fu ordinato sacerdote. È per tutti “il prete operaio”, perché ha lavorato in aziende chimiche ed in fonderia, poi in vetreria e anche come fabbro. Don Renzo è quello che nel 1999 raccolse le firme davanti alla chiesa contro i 400 licenziamenti alla Nuova Pignone. E in occasione del referendum costituzionale, nel 2006, appese al campanile quattro striscioni rossi lunghi 20 metri contro lo stravolgimento della Costituzione.
Fanfani resta tutt'ora nel cuore di tutti gli avanesi. «Quando arrivai ad officiare nella parrocchia del quartiere – ricorda – Avane era divisa in due fazioni: da una parte i vecchi avanesi che frequentavano la casa del popolo per i valori ad essa connessi e dall’altra i nuovi abitanti della frazione. Facevano parte quasi tutti delle case popolari, che andavano comunque alla casa del popolo senza però sentire l’attaccamento per quella sorta di “istituzione popolare”. Io ho solo cercato di legare il tessuto sociale del quartiere tramite la parrocchia, e in questo sono stato aiutato dalla nomea di essere un prete lavoratore e di sinistra». Fu sicuramente la vicinanza e l'impegno concreto nei confronti della sua gente a rendere da subito il parroco tanto amato nella comunità. Durante la prima festa dell’Unità si fece conoscere dagli abitanti e il suo vivere “per strada” gli fece veramente conoscere le persone della comunità fino a che la parrocchia divenne un punto focale per tutto il quartiere. Fanfani istituì la scuola popolare per adulti, il comitato di quartiere, contribuendo a far cambiare l’opinione che gli empolesi avevano di Avane. Con l'ex sindaco Varis Rossi nacque il progetto del Centro Giovani. «Verso i ragazzi ho posto sempre particolare attenzione – spiega don Renzo Fanfani – ho insegnato loro oltre ai valori del Vangelo anche quelli della Costituzione (che regalavo a quelli che passavano a cresima), capisaldi della mia morale per vivere meglio la vita e apprezzare ciò che ci sta intorno. Ho voluto rendere unita la mia comunità, cercando di far allontanare i ragazzi dalle strade e dalla droga, integrando gli extracomunitari che vivevano nel quartiere (grazie anche alle scuole elementari realizzai pure un corso di italiano per stranieri). Se oggi Avane è il quartiere che è, il merito va certo dato ai pilastri che sempre l’hanno sorretta, ma anche alla sua gente. Ci sono voluti dieci anni, ma abbiamo cambiato il volto del paese. Dico abbiamo, perché non ho fatto tutto da solo».
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