Il Tirreno

Empoli

Il cuore del Turbone si coccola il bosco e sogna un museo

di Filippo Cioni
Il cuore del Turbone si coccola il bosco e sogna un museo

Il circolo legato a doppio filo con la natura e le tradizioni «Vogliamo una struttura dedicata alla civiltà contadina»

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MONTELUPO. Hanno recuperato le loro origini e la storia è finita anche nelle pagine di un libro: “Turbone, storia di un paese”, presentato nel 2006. Essere cittadini del borgo del comune di Montelupo, vuol dire far parte di una realtà che affonda le radici nella natura della Val di Pesa, nel fiume, nelle tradizioni boscaiole e contadine. Un patrimonio di conoscenze e storie che i cittadini hanno deciso di non dimenticare. Anzi, si sono impegnati per riproporle. Perché la natura, e le tradizioni ad essa legate, sono parte del Turbone, sono nel suo Dna. E le iniziative concrete, in questa direzione, non sono certo mancate. Dal 2000 il circolo Arci della frazione, che oggi conta 120 soci (non pochi per un piccolo paese come Turbone), si è concretamente impegnato per custodire e riproporre la memoria storica del borgo. Detto del libro, uscito sette anni fa grazie anche all'apporto dell'assessore Paolo Marcucci, Cristiano Mazzanti, Cesare Baccetti e Fausto Berti, da tredici anni è promotore insieme all'amministrazione comunale e altre associazioni territoriali della manifestazione Bosco In Festa.

«Ci avviamo verso un'altra edizione – spiega il presidente dell'Arci Piero Italo Nesi – a fine ottobre di ogni anno organizziamo un appuntamento nella frazione che coinvolge però fisicamente anche i boschi intorno a noi. Allestiamo mercatini artigianali e gastronomici, rievochiamo antichi mestieri legati al bosco, ci sono le passeggiate e i dibattiti sui temi legati alla natura, mostre tematiche e spettacoli. Riscopriamo le nostre tradizioni ma cerchiamo anche di fare sensibilizzazione, cultura».

Con uno sguardo anche al futuro, dove il circolo spera di vedere materializzarsi un vero e proprio Eco-Museo del bosco e della civiltà contadina immerso nel paesaggio locale da inserire nei circuiti di promozione turistica. «Al momento si tratta ancora di un progetto ideale – spiega Simone Vaiani – che prende spunto da altre realtà già presenti in luoghi della Toscana come il Casentino. Pensiamo ad un vero e proprio museo come centro di documentazione etnografico delle famiglie che hanno vissuto qui da generazioni portando avanti i lavori considerati prevalenti nel borgo. Un luogo da aprire principalmente alle scuole e quindi alle giovani generazioni, perché crediamo che la memoria collettiva vada salvaguardata e tramandata. Abbiamo sostenuto l'idea già a partire dal 2010 all'interno della manifestazione “Ambientando” nel Parco Fluviale Val di Pesa, e l'auspicio è che per il prossimo futuro venga istituita proprio sul fiume Pesa una area naturale protetta di interesse locale».

L’intento è quello di realizzare un museo dove si pratichino le buone regole di sostenibilità ambientale mediante iniziative legate alla salvaguardia e difesa del territorio. Una realtà in sintonia con il contesto sociale della Val di Pesa. «Inoltre il nostro interesse – continua Vaiani – è rivolto al recupero di edifici storici del luogo che adesso sono dismessi. Andiamo avanti con convinzione, continueremo il dialogo con l'amministrazione comunale anche se adesso i tempi sono duri ed investire in progetti del genere risulta sempre più complicato».

Il circolo Arci organizza anche la camminata del primo maggio in bosco ed è stato coinvolto, insieme a tutta la frazione, nel processo partecipativo che ha portato il Comune alla realizzazione del percorso ciclabile che attraversa la cassa di espansione (13 ettari totali) da Montelupo fino al Turbone. «Abbiamo da subito appoggiato la realizzazione della ciclabile considerandola un buon investimento per il territorio e la frazione – spiegano i consiglieri – come poi si è rivelato. Adesso stiamo cercando di ottenere un potenziamento della stessa per creare anche una pista percorribile di notte, dunque illuminata e sicura, lungo via della Pesa che poi sfocia in via Turbone». Nato nel 1945 dove aver ospitato nello stesso luogo una cooperativa di consumo (La Fiorente che più tardi si fuse con Unicoop Firenze), il circolo del Turbone è sempre stato il fulcro della frazione. Nel 2005 si è reso necessario un intervento di ristrutturazione ai locali e oggi resta molto frequentato. Ci sono i tornei di briscola e da quest'anno promuove anche l'iniziativa Turbone a Tavola oltre all'attività che non manca mai della tombola. Ha un bar autogestito dai soci ed è anche il ritrovo ufficiale dei Montelupo Runners, la società podistica che ha sede a Montelupo. In passato è stato anche il covo della formazione di calcio “Borgo Rosso”. Oggi è un punto di riferimento della frazione ed ha segnato fortemente in questa piccola comunità il senso di appartenenza al territorio e il legame verso tradizioni mai dimenticate. «L'unico rammarico – conclude Vaiani – è quello di non essere oggi noi i proprietari dell'immobile, di fatto paghiamo un affitto. La speranza in futuro è anche quella di creare un circolo dei “turbonesi”, nel senso di diventarne noi i proprietari materiali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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