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La storia dei Gori non trova posto nei libri

La storia dei Gori non trova posto nei libri

Dei 2 cugini uccisi a Castelnuovo dai tedeschi nel 1944 resta solo una lapide al cimitero. E una strada

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CASTELNUOVO GARFAGNANA. Nel cimitero di Castelnuovo d'Elsa, appena passato il cancello d'ingresso, a sinistra ci sono le lapidi in marmo degli ossari. Fra tante ci sono quelle di due ragazzi di vent'anni, morti il 20 luglio del 1944; Remo e Santino Gori, fra loro cugini.

Nei marmi e' scritto “ Caduto in guerra”; troppo poco, anche perchè loro in guerra, non ci sono mai andati. I Gori erano una numerosa famiglia di mezzadri della fattoria di Meleto, coltivavano il podere “Confini”, vicino al fiume Elsa. Erano originari del pistoiese; il capoccio, Isaia, era un agricoltore stimato da tutti. Uomo di vecchia fede socialista, aveva chiamato i suoi buoi da lavoro, uno Pietro e l'altro Nenni. Il 20 luglio del “44, i partigiani nascosti nei boschi di Coiano, vanno dal fattore di Meleto a chiedere della farina; il fattore dice di non averla, ha paura dei tedeschi, non vuole i partigiani in fattoria, alla fine dice loro che vadano dai Gori, che non hanno ancora trebbiato il grano. I Gori avevano nascosto la trebbia sulla golena del fiume, sapevano che gli inglesi avevano liberato Siena ed i tedeschi si preparavano ad andarsene. Senza i tedeschi tra i piedi avrebbero potuto tenere il grano, anzichè consegnarlo all'ammasso fascista. Si lasciano convincere e fanno partire la trebbia, ma qualcuno, dalla parte di la' del fiume, dalla Fontanella, li vede e collabora con i tedeschi. Alle 5 del pomeriggio arrivano all'improvviso, dalla Sanminiatese, il vecchio Isaia non ha il tempo di trattare niente, i due ragazzi, renitenti alla leva, scappano, uno viene ucciso sull'argine, l'altro dietro un fienile dove si era nascosto. I Gori sono stati lasciati soli, i tedeschi, a spregio, uccidono anche tutto il bestiame. L'accertamento della morte non viene fatto dal medico condotto di Castelnuovo, Adone Papucci, ma da un medico fatto venire da Castelfiorentino. Gli atti di morte non sono riportati nei registri di Castelnuovo, come dovevano, ma in quelli di Castelfiorentino. Per alcuni giorni nessuno si avvicinò alla casa tanto che l'odore del bestiame in putrefazione si sentiva a distanza. Il 26 luglio, preceduto da un bombardamento, il contingente afghano dell'esercito inglese, occupa la riva sinistra dell' Elsa; i tedeschi se ne sono già andati. Sono tanti i vecchi della zona che conoscono questa vicenda, ma ne parlano solo se li stringi all'uscio. La famiglia, da parte sua, ha sempre vissuto questa vicenda come una disgrazia propria, limitandosi a far stampare un opuscolo di due pagine, che ha fatto circolare tra parenti e pochi amici. Nonostante sia il più consistente fatto di sangue del periodo bellico, questa vicenda non trova adeguata traccia neppure nella “Storia di Castelfiorentino; d'altra parte, scrivere la storia di un popolo non e' la stessa cosa che scrivere la storia di una classe dirigente. Solo di recente, a questi due giovani, è stata intitolata una strada. Se si escludono i tedeschi, tutti gli attori di questa vicenda sono persone del posto, i partigiani, il fattore, i contadini, la spia, le autorità, tutti purtroppo infilati in un gioco più grande di loro; i Gori, col loro silenzio, hanno pagato per tutti.

Valerio Desideri

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