Il Tirreno

Empoli

Cinque anni e 13,5 milioni per rilanciare l’ospedale

di Nadia Iacopini
Cinque anni e 13,5 milioni per rilanciare l’ospedale

Il dg dell’Asl 11 Piovi e l’assessore Marroni hanno illustrato il cronoprogramma nel consiglio comunale aperto: «Il blocco più recente sarà demolito e ricostruito»

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CASTELFIORENTINO. «Abbiamo tre obiettivi: mettere in sicurezza tutto il presidio, ricollocare i servizi ed attivare quelli nuovi che erano già previsti. Il primo riguarda la riduzione del rischio di resistenza statica dell'edificio con lo svuotamento del blocco A (quello più recente) entro aprile 2014. Quindi sarà demolito e ricostruito; il secondo è relativo al ricollocamento entro ottobre 2013 dei servizi ambulatoriali che era presenti fino alla primavera scorsa; il terzo l'attivazione dei nuovi servizi già previsti, tra cui l'hospice che è l'assistenza ai pazienti in fase terminale. Iniziamo da subito la progettazione interna con una gara d'appalto e l'attivazione del cantiere. La tempistica ultima per terminare tutti i lavori? Entro 5 anni con un costo totale di realizzazione 13,5 milioni di euro». Così il direttore generale dell’Asl 11 Monica Piovi ha illustrato nel corso del consiglio comunale aperto, che si è tenuto al Teatro del Popoli, il piano della Regione per rilanciare l’ospedale Santa Verdiana. Presenti l'assessore regionale Luigi Marroni e quello comunale Maria Cristina Giglioli, il presidente della conferenza dei sindaci Andrea Campinoti e il sindaco di Castelfiorentino Giovanni Occhipinti. "Un futuro per l'Ospedale" è il titolo presente nelle locandine che hanno letteralmente tappezzato l'intero territorio comunale, a testimonianza di una sensibilità e di un impegno in difesa di un modello e di un presidio sanitario fra i più importanti dell'Empolese Valdelsa.

L’assessore Giglioli ha riepilogato la situazione, anche alla luce del primo consiglio comunale aperto, che si era tenuto al Ridotto lo scorso 12 aprile (quando al timone dell’Asl 11 c’era ancora Porfido): «Il progetto Santa Verdiana va inquadrato all'interno di un modello che si basa sull'avanguardia dei servizi e sulla sperimentazione di nuove attività. Il punto cruciale riguarda la diversificazione dei servizi ed in merito a questo vogliamo ottenere una concretezza delle proposte. In particolare: ricercare con tutti i soggetti soluzioni di breve e lungo termine, dare dei tempi certi con cronoprogramma preciso, promuovere un protocollo politico che possa riconfermare l'organizzazione del progetto del 2008 ed infine istituire una commissione ad hoc che monitori tutti i passaggi. La cosa importante è mantenere nel progetto un reparto ospedaliero unico in tutta l'area della Valdelsa. Le proposte non contengono solo risposte per l'immediato ma anche per l'ottica di lungo termine con la chiusura definitiva di una parte dell'ospedale ed il rifacimento di un nuovo blocco». Interviene successivamente Andrea Campinoti, che conferma quanto questo lavoro di programmazione sia stato importante in questi mesi per l'adeguamento degli obiettivi della giunta regionale sul territorio di riferimento. «Il tema della riorganizzazione in realtà non ci coglie così impreparati, abbiamo già avviato la riforma della delibera e ciò che riguarda il discorso dei servizi.

Ribadiamo che il presidio ha forte valenza per tutto il territorio della Valdelsa ed in questo senso dobbiamo lavorare per mantenere alcuni dei vecchi servizi e rendere possibile l'attivazione di nuovi. Lavoreremo infatti sulla specialistica di secondo livello, costruendo un polo a Castelfiorentino, uno a San Miniato ed uno a Empoli. Il percorso a livello finanziario ci viene garantito dalla Regione Toscana che nel sostegno all'azienda in merito a questo non ha mai avuto dubbi».

A questo proposito Marroni conferma che da parte della Regione Toscana i finanziamenti saranno garantiti per cercare di cambiare il meno possibile a livello di servizi offerti e garantire un livello adeguato per tutti: «Se siamo riusciti a dare una risposta velocemente lo abbiamo fatto grazie al fatto che il nostro sistema tiene e grazie all'energia che abbiamo avuto per risolvere un'emergenza come questa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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