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La maxi-multa per schiamazzi porta Comune e circolo al Tar

La maxi-multa per schiamazzi porta Comune e circolo al Tar

CASTELFIORENTINO. Stavolta la formula “tanto rumore per nulla” non è per niente adeguata. Anzi, il rumore, quello che secondo alcuni vicini della Casa del Popolo di Santa Maria sarebbe stato...

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CASTELFIORENTINO. Stavolta la formula “tanto rumore per nulla” non è per niente adeguata. Anzi, il rumore, quello che secondo alcuni vicini della Casa del Popolo di Santa Maria sarebbe stato provocato dai soci in più di una occasione, è proprio alla base di un procedimento che si protrae ormai da più di un anno e che ha coinvolto anche l’amministrazione comunale.

Era il maggio dello scorso anno, infatti, quando alcuni abitanti della frazione che risiedono vicino al circolo Arci denunciarono schiamazzi provenienti dall’interno della struttura. Per documentare le proteste venne interpellata anche l’Arpat che, in seguito ai rilevamenti, dette mandato al Comune di Empoli di effettuare la sanzione. Sanzione che, per inciso, è anche piuttosto salata e ammonta a circa 1.000 euro. Il consiglio della Casa del Popolo, di rimando, fece ricorso al Giudice di Pace contro il procedimento e la questione è finita sui banchi del Tribunale di Firenze che deve dirimere una volta per tutte la questione. Ancora la causa è in corso e proprio in questi giorni la giunta comunale ha approvato una delibera in cui autorizza il sindaco, Luciana Cappelli, a resistere in giudizio “stante anche il danno patrimoniale che potrebbe derivare all’ente per la mancata costituzione”. In parole povere, insomma, non c’è nessuna rivalità tra le due parti, che però si trovano a fronteggiarsi per una semplice questione di burocrazia. La stessa versione che viene confermata dal consiglio della Casa del Popolo di Santa Maria. «Il ricorso che abbiamo presentato – si spiega – non è contro l’amministrazione, che nella vicenda non ha avuto parte se non quella di eseguire un mandato. Semmai vogliamo ribadire lo stato d’animo di tanti circoli come il nostro che si ritrovano nell’occhio del ciclone con una frequenza sempre maggiore. E’ possibile che ci siano state delle irregolarità, come rilevato dai tecnici dell’Arpat, ma di questi tempi ritrovarsi sul collo una multa di mille euro per il rumore in eccesso è una cosa che danneggia noi e mette a rischio il ruolo di servizio che svolgiamo per la comunità del nostro quartiere». L’aumento delle tariffe e delle tasse infatti, ha colpito in maniera pesante tutte le realtà associative e ricreative della zona, che in molti casi hanno denunciato di non riuscire a far fronte alle spese. «Noi chiediamo che il nostro ruolo, spesso ritenuto fondamentale dalle istituzioni stesse, venga riconosciuto e tutelato di più – continua il consiglio –. Nella vicenda in esame abbiamo dimostrato tutta la nostra buona volontà nel contenere i disagi. Come ci era stato prescritto, abbiamo sostenuto delle spese per sostituire gli altoparlanti dei televisori e per installare dei limitatori che attutiscano i rumori». (m.p.)

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