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Primarie a Empoli per il sindaco, la prima volta del Pd

Primarie a Empoli per il sindaco, la prima volta del Pd

EMPOLI. Si chiamerà “Empoli in Comune”, dove comune sta per l’insieme delle forze che possano far gruppo per il governo della città. E, per indivuarne la “guida” «Faremo le primarie per decidere chi...

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EMPOLI. Si chiamerà “Empoli in Comune”, dove comune sta per l’insieme delle forze che possano far gruppo per il governo della città. E, per indivuarne la “guida” «Faremo le primarie per decidere chi candidare nel ruolo di sindaco a Empoli». È la prima volta.

Jacopo Mazzantini, segretario del Pd Empoli interviene così sul dibattito politico locale che, negli ultimi tempi si è vivacizzato sul tema delle candidature. «L'esigenza di confronto e dibattito nel nostro territorio sarebbe sorta comunque – dice Mazzantini – Una intera classe dirigente fa i conti ormai da 5 anni con una crisi trasversale e dal termine continuamente rinviato. Le ripetute spending review e il patto di stabilità, imposti dallo Stato ai Comuni, hanno contribuito a ingessare l'economia interna, mettendo in crisi lo stesso modello di welfare interamente pubblico che ha contraddistinto dal dopo guerra a oggi il territorio. L'opinione pubblica, nel frattempo, ha maturato, anche nei confronti del governo locale, aspettative crescenti rispetto a tagli dei "costi della politica" e a concrete riforme volte a stimolare una ripresa produttiva e dei consumi».

Da qui nasce l'urgenza di una riflessione profonda sulle priorità da porre e sulle soluzioni da indicare per un nuovo progetto di sviluppo economico dell’Empolese.

«Nonché su alcuni temi cardine fortemente legati tra loro – dice il segretario Partito democratico – l'assetto istituzionale del territorio che necessita, da un lato, di una riformata macchina amministrativa dai costi ridotti e dalle procedure semplificate e omogenee; dall'altro di maggior forza rappresentativa, per attrarre maggiori risorse e costituire nuove opportunità oggi negate, le politiche urbanistiche, puntando su infrastrutture efficienti, scelte che promuovano la sostenibilità ambientale, la riqualificazione del patrimonio edilizio comunale e lo sviluppo del tessuto produttivo, la rete di servizi socio-sanitari posti a garanzia della coesione sociale, che impone, al fine di far fronte ai tagli e mantenere l'alto livello di servizi, di interrogarsi sulla sostenibilità a lungo termine di modelli e criteri adottati fino ad oggi, l'istruzione, perché solo "costruendo" competenze specializzate offriremo reali opportunità di occupazione qualificata. Tali linee guida appena tracciate richiedono di essere articolate in un manifesto politico che il Pd empolese dovrà definire muovendo da proprie proposte, attraverso una intensa discussione che coinvolga singoli cittadini e tutte le realtà organizzate che lo vorranno: gli altri partiti di centrosinistra, sindacati, rappresentanti delle categorie economiche e del mondo cooperativo, associazioni, comitati, segnando un percorso ricco di iniziative ed incontri, sintetizzabile con lo slogan "Empoli in Comune", perché da intraprendere insieme a tutti i soggetti sopra citati, con l'obbiettivo di giungere nuovamente al governo della città. L'apertura ad confronto esteso con la città sui contenuti, peraltro, non sembra sufficiente. Appare opportuno, infatti, che il Pd empolese adotti, e sarebbe la prima volta non solo per il Pd ma in assoluto nel nostro Comune, lo strumento delle primarie, siano esse di partito o, eventualmente, di coalizione, per giungere alla individuazione del proprio candidato Sindaco».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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