Sicurezza
Fratelli in manette, sono accusati di traffico di droga
L’inchiesta dei carabinieri di Castelfiorentino era partita più di un anno fa dallo spaccio locale di stupefacenti
CASTELFIORENTINO. Fratelli e soci in affari: trafficanti di droga. Così sono finiti in manette due cittadini marocchini che abitano in Valdelsa.
Sono stati arrestati dai carabinieri della Compagnia di Empoli, al termine di una indagine che avevano avviato - più di un anno fa - i carabinieri della stazione di Castelfiorentino e che, nel corso di questi mesi, ha interessato anche la Dda, lala direzione distrettuale antimafia.
In manette - accusati di associazione per delinquere, finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti - sono finiti Omar Omari, 34 anni, e Lahbib Omari, 23 anni.
Sono due fratelli marocchini. Abitano a Castelfiorentino, sono senza un lavoro (secondo quel che sono riusciti ad appurare i carabinieri) e non hanno famiglia. In passato avevano avuto qualche precedente penale, sempre legato agli stupefacenti.
Le indagini sono state laboriose, partite nel 2012, quando i militari hanno cercato di infliggere un duro colpo allo spaccio a Castelfiorentino: smercio di hashish che, sembarava aver preso una dimensione assia vasta. Le prime indagini hanno portato sulla pista dei due fratelli, ‘pusher’ attivi sulla piazza castellana. Secondo l’inchiesta,i due avevano organizzato una vera e propria rete di contatti che consentiva loro di importare ingenti quantitativi di droga.
Arrivava dal Marocco, attraverso la Spagna e il porto di Genova. Per poi essere spacciata in Liguria ed in Toscana. Diversi sequestri di droga, hanno portato la Dda a emettere i provvedimenti restrittivi.
La cattura dei due fratelli marocchini è stata eseguita ieri dai carabinieri di Castelfiorentino. Secondo i militari si tratta di un duro colpo al sodalizio nordafricano, è stato interrotto uno dei più rilevanti canali di smercio di hashish del Circondario.
I due marocchini si trovano adesso nel carcere di Sollicciano dove restano in attesa di essere interrogati dalla magistratura fiorentina che contesterà loro i reati e gli episodi raccolti dai carabinieri empolesi, in questi lunghi mesi di indagine.
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