Sicurezza
Palio, 2 mesi per il verdetto sulle squalifiche
Intanto il Cda va al contrattacco sul “giallo De Pau” : «Sanzioni frutto dei filmati e non dei verbali»
FUCECCHIO. Cda del Palio al contrattacco: pubblicato un documento in cui si risponde alle accuse mosse dalla contrada Porta Bernarda, la quale aveva puntato il dito contro i vertici dell’associazione sostenendo che i referti dei giudici di gara utilizzati per comminare le squalifiche fossero gravati da una firma falsa, quella attribuita al fantino Angelo De Pau.
Il fantino, infatti, aveva presentato una dichiarazione scritta - allegata al ricorso contro la squalifica di Silvano Mulas - in cui prendeva totalmente le distanze dal referto di gara tanto chiaccherato.
Ieri, quindi, è arrivata puntuale la replica del Cda, nella quale si sottolinea che «i verbali dei giudici di gara e del mossiere possono essere utilizzati per avvalorare le decisioni del Cda ma non sono determinanti ai fini delle decisioni stesse, prese mediante un attento esame del comportamento dei fantini, anche nei confronti degli animali. Dall'esame di ciò il Cda ha tratto le proprie conclusioni». Più avanti, poi, si entra più nel dettaglio della questione principale, quella dei giudici di gara. «Il Cda - si legge nel comunicato - ha incaricato quattro giudici di gara. Ed infatti nella giornata della corsa il Cda ha ricevuto sempre verbali firmati da quattro persone. Soltanto a distanza di alcune settimane dalla corsa è pervenuto un verbale con un nominativo in più (5 membri), di cui uno non facente parte della commissione e dal Cda ritenuto estraneo all’evento. Il Cda disconosce pertanto la presenza di un quinto elemento così come apparso nel verbale di gara. La prova che costui non facesse parte dei giudici sta nel fatto che il suo nome non risulta in nessuno dei tre verbali relativi all’ordine di arrivo delle batterie e della finale. E non è risultato mai presente sul palco dove stazionavano i giudici di gara». In poche parole, stando alle dichiarazioni dell'Associazione Palio delle Contrade i giudici erano quattro, mentre per Porta Bernarda erano cinque. C'è un De Pau, quindi, in ballo, sospeso nel limbo. Il Cda prende le distanze con forza da quella firma che, secondo l'organo, è stata apposta dopo e quindi non ha nessun valore perché appartenente ad un giudice non incaricato e pertanto destituito di qualsiasi valore. «Aver agito d’impulso - conclude il Cda - e con metodi accusatori, senza tener conto delle spiegazioni fornite dal cda, ha un solo risultato: colpire l’evento e la sua credibilità. Credibilità che è cresciuta nel tempo, in particolar modo in questi ultimi anni». Ora la decisione spetta all'apposita commissione di Probiviri, personalità esterne che nominerà il sindaco Toni, che entro il 15 settembre decideranno se ratificare o meno le decisioni prese dal Cda.
Marco Sabia
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