Sicurezza
Furti e risse nel cuore del centro Protestano i commercianti
In via Leonardo da Vinci: «Abbiamo deciso di chiudere tutti insieme la sera, non ci sentiamo sicuri» E al Comune chiedono più telecamere rendendosi disponibili anche a contribuire alle spese
EMPOLI. Aumenta il malcontento dei commercianti di via Leonardo da Vinci che dopo varie proteste, petizioni e raccolte di firme, chiedono al Comune di Empoli un aiuto concreto per risolvere la situazione di degrado e poca sicurezza che già da un anno a questa parte caratterizza una delle vie del centro storico. Stanchi di aver paura, i lavoratori dei negozi di via Leonardo da Vinci, si sono persino organizzati per chiudere in contemporanea le loro attività a fine giornata per evitare spiacevoli sorprese. Il timore dei commercianti scaturisce anche dai continui furti che subiscono: dalle biciclette alle fioriere, dagli zerbini ai distributori di gadget.
«Tutto il centro storico ha ormai perso la sua importanza; sempre meno persone, residenti nei comuni limitrofi, decidono di venire ad Empoli per passare una giornata e far compere - spiegano - Questo va ovviamente a scapito della nostra economia e sicuramente è la conseguenza al decadimento delle vie del centro». Le strade soprattutto della zona compresa tra via Leonardo da Vinci, piazza XXIV Luglio e piccola parte di via Giuseppe del Papa) infatti, a quanto spiegano gli stessi commercianti, sono frequentate da gruppi di persone che stanno per strada gran parte del giorno: spesso si siedono sui gradini antistanti le vetrine dei negozi, urlano e talvolta provocano risse. Inoltre queste stesse vie «stanno diventando centro propulsore per il riciclaggio di banconote false e spaccio di droga», dicono ancora. «Le fioriere vengono usate come fossero cassonetti - vanno avanti - non di rado troviamo al loro interno siringhe e vetri di bottiglie e alcuni cestini restano colmi di immondizia addirittura per quattro o cinque giorni».
La paura e la preoccupazione dei commercianti è palese: «durante la stagione invernale, siamo stati costretti a chiuderci all'interno del negozio per il timore di essere derubati» spiega Salvina D'angelo proprietaria della profumeria Il Valentino. Altri hanno persino fatto istallare dei campanelli sempre per cercare di controllare il problema dei furti. «Siamo ormai stanchi di dover ricomprare zerbini e quant'altro e vedere i continui furti di biciclette dei clienti e non solo» afferma Mila Benvenuti del salone L'Outlet del Capello.Le lamentele derivano anche dal fatto che via Leonardo da Vinci sia diventata una strada quasi interamente adibita al carico e scarico di merci da distribuire in tutti i negozi del centro: i corrieri transitano anche negli orari non previsti dal regolamento. «Non vogliamo che questa strada diventi "periferica" e crediamo fermamente che debba essere tenuta in considerazione alla stessa stregua delle altre vie cittadine del centro» ribadisce un altro commerciante. In sostanza viene richiesta un aiuto materiale e concreto da parte del Comune della città; l'esigenza di rinnovare e valorizzare la parte antica di Empoli per tentare di risollevare la città sembra inevitabile. In primis viene richiesta l'istallazione di telecamere a circuito chiuso per sorvegliare non solo questa zona ma tutto il centro storico e per controllare che il passaggio delle auto nella seconda parte di via Leonardo da Vinci avvenga solo negli orari consentiti; una maggior presenza di pattuglie in varie ore del giorno, contribuirebbe a far sentire i commercianti più al sicuro e potrebbe far diminuire il problema della delinquenza. «Già quattro anni fa avevamo chiesto al Comune di collocare delle telecamere nella zona ma questo provvedimento non è stato preso» conferma Antonio Sabatino titolare del bar Leontina.
Da parte dei diretti interessati ci sarebbe anche la piena disponibilità nel contribuire alle spese di realizzazione delle opere di valorizzazione. Probabilmente il mancato agire, fino ad oggi, da parte degli organi di competenza per quanto riguarda questa situazione, non fa altro che aumentare il comune malcontento e la situazione di degrado.
Chiara Capezzuoli
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