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Empoli

Novecento euro a carico dal neonato al centenario

Ecco il debito locale pro capite, a 397 euro ammontano i soli interessi Le amministrazioni che devono versare di più per i mutui sono Vinci ed Empoli

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EMPOLI. Emergenza, piaga, cancro, il male del nostro tempo. Eccole alcune delle definizioni che economisti e analisti di tutto il mondo danno del debito pubblico. In Italia si stima che ogni cittadino ne abbia sul collo una quota pari a circa 33mila euro, 2mila di soli interessi: un’enormità giunta ormai ad oltre duemila miliardi di euro. Ma se un macigno del genere pesa sul nostro essere italiani, un carico ulteriore deriva dal fatto di abitare nell’Empolese Valdelsa. Anche se le cifre e i meccanismi di accumulo non sono gli stessi, l’indebitamento pubblico morde anche a livello locale. Andando a spulciare la situazione dei mutui contratti ci si trova di fronte a numeri tutt’altro che trascurabili.

Pochi dati danno la dimensione del fenomeno. Tra l’inizio degli anni ’80 e il primo decennio degli anni 2000 sono state aperte 264 linee di finanziamento per un totale di 86 milioni di euro a cui ne vanno aggiunti 67 di interessi, arrivando a quota 153 milioni. Di questi dal 2013 in poi alle amministrazioni ne rimangono da pagare 62 milioni. Il carico di indebitamento pro capite che deriva dalla situazione locale, e che si va a sommare a quella nazionale, è quindi nel complesso di 903 euro per ogni abitante della zona, di cui 397 solo di interessi. Mentre ognuno dei 170mila cittadini del circondario, dal neonato al centenario, dovrà farsi carico di 366 euro a testa di debito per quanto riguarda la quota che rimane da pagare di qui ai prossimi anni. I numeri diffusi dal ministero dell’Interno scattano questa fotografia in un momento peraltro di grave difficoltà per gli enti locali, sempre più a corto di liquidità da destinare non solo agli investimenti ma anche alla copertura dei servizi. Spending rewiev e taglio dei trasferimenti, insomma, non pesano solo sul denaro da spendere, ma anche sul monte da restituire. A questo proposito un dato da sottolineare è il fardello rappresentato dagli interessi sui mutui. Come detto, si tratta di 67milioni di euro su un totale di 153 milioni, il 43% che se ne va senza aver avuto un impiego a favore delle comunità coinvolte. I tassi variano da prodotto a prodotto: quello che si può dire è che per i mutui contratti a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 si versano quelli più alti, tra l’8% e il 9%. Mentre tra la fine dei ’90 e gli anni Duemila si assiste ad una lenta riduzione dei tassi che in alcuni casi arrivano al 3,5-4%.

Da ricordare, in ogni caso, che per i primi mutui che compaiono sulle liste in ordine di tempo sono previsti dei contributi da parte dello Stato per il pagamento della rata annuale. Ma dalla metà degli anni ’90 in poi questa compartecipazione scompare e il carico è tutto sulle spalle delle amministrazioni. Ovviamente non tutti i comuni versano nelle stesse condizioni. Il più indebitato risulta essere Vinci, seguito da Empoli (entrambi sopra i 20 milioni al netto degli interessi) e da Fucecchio. Quello, invece, messo meglio da questo punto di vista è Gambassi, che ha un solo mutuo acceso e che tra due anni chiuderà il conto. Vinci ha il più alto numero di mutui, 54, oltre che gli importi più ingenti: in tutto tra il primo, acceso nel gennaio 1980, e l’ultimo, concesso all’inizio del 2011, ha raccolto 25 milioni e mezzo di euro, a cui devono essere aggiunti poco meno di 19 milioni di euro di interessi. I primi quattro rapporti verranno estinti nel prossimo anno, mentre gli ultimi nel 2036: la quota rimanente è di 20 milioni e mezzo di euro. Empoli ne ha accesi 30 per un importo di oltre 21 milioni di euro e deve pagare interessi per circa 13 milioni.

La maggior parte dei mutui scadranno di qui a dieci anni e il denaro che rimane da versare ammonta a 16 milioni di euro. Cinque finanziamenti in più sono stati concessi a Fucecchio, ma l’importo è nettamente inferiore: 11 milioni, più 9 di interessi e un tesoretto rimasto da pagare di 3 milioni e mezzo circa. Alto anche il debito di Montespertoli che negli anni ha contratto 36 mutui, ottenendo quasi 9 milioni di euro e avendone da pagare poco più di 16. L’ultimo scadrà nel 2029 e ad oggi restano da pagare 5 milioni. Moltissimi i rapporti aperti a Cerreto, 40, anche se gli importi sono bassi: nel complesso sono 4 milioni, più tre di interessi. Per una cifra richiesta analoga versano molti più interessi invece Certaldo e Montelupo: 7 milioni il primo e 5 il secondo. In tutti e tre la quota da restituire si aggira tra i 2 milioni e mezzo e i 3 milioni e mezzo di euro.

Marco Pagli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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