Il Tirreno

Empoli

NEL CARCERE DI POZZALE

Spettacolo con detenute e studentesse

Spettacolo con detenute e studentesse

EMPOLI. Domani sera 21.00 nell'area verde della casa circondariale a custodia attenuata di Pozzale andrà in scena “Agnese dolce Agnese”, esito di un percorso formativo teatrale, realizzato dalle...

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EMPOLI. Domani sera 21.00 nell'area verde della casa circondariale a custodia attenuata di Pozzale andrà in scena “Agnese dolce Agnese”, esito di un percorso formativo teatrale, realizzato dalle operatrici teatrali Maria Teresa Delogu e Rossella Parrucci di Giallo Mare Minimal Teatro con il sostegno della Regione Toscana all'interno del progetto regionale Teatro Carcere e il liceo delle scienze umane Isis "Il Pontormo" di Empoli.

In scena Felicita, Isaura, Lisa, Loredana, Lubova, Luisella, Maddalena, Magdalena, Sheila, Simona, Valeria e con le studentesse Debra Barsacchi, Eleonora Gambero, Francesca Trotta, Irene Torrini, Noemi Sabato, Petra Petrilli, Roberta di Guida, Sofia de Micheli e Valeria Masi.

Nel corso della serata saranno messe in vendita le borse realizzate dalle detenute nel corso del laboratorio con l'associazione “L'acqua in Gabbia”. Le donne, l'identità di genere; la distanza fra stereotipi assegnati dalla società e dai media e le donne reali; la contraddizione anche violenta che scaturisce nell'impossibilità di dialogo fra i generi maschile e femminile, che spesso sfocia in un esito mortale; il corpo delle donne così come è ed è stato veicolato dall'intrattenimento televisivo questi i temi che “Agnese dolce Agnese”, va a toccare, senza avere la pretesa di farlo in modo esaustivo, ma centrando un punto essenziale: «Se l'elaborazione di una problematica presente nella società - e quella della percezione e del ruolo delle donne sembra essere più centrale che mai - non viene affrontata collettivamente, resta un problema al margine, destinato ad interessare una qualche minoranza di sensibili a questi temi» così Maria Teresa Delogu spiega il lavoro laboratoriale. Nella commedia “La scuola delle mogli” di Moliére, a cui è liberamente ispirato lo spettacolo, l'attempato Arnolfo, terrorizzato dalle "corna", e credendosi più furbo di tutti, per realizzare un matrimonio perfetto che gli dia tutte le garanzie di prestigio sociale, "alleva" una bambina nella più perfetta ignoranza e ingenuità, realizzando la facile equazione "più idiota è la donna, più è facile da dominare secondo i propri voleri".

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