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Da tre mesi senza stipendio, parte la protesta alla Zerotwonine

Da tre mesi senza stipendio, parte la protesta alla Zerotwonine

Presidio alla storica pelletteria (ex Marianelli), i 27 operai vogliono chiarimenti. Intanto è fumata nera all’unità di crisi della Provincia

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FUCECCHIO. Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro dell’unità di crisi della Provincia tenutosi sulla situazione dell’azienda di pelletteria Zerotwonine di Fucecchio (in via Masani). In sostanza, la proprietà ha chiesto alcuni giorni ancora per definire al meglio tutti i dettagli e si è impegnata a dare delle risposte certe sul futuro dell’azienda e dei 27 dipendenti entro la fine della prossima settimana. Tra l’altro il presidio annunciato da Cgil e lavoratori per il pomeriggio davanti alla sede dell’impresa, in via Masani, si è svolto in una forma ridotta a causa della morte improvvisa del sindacalista Enrico Hablik avvenuta due giorni fa a Firenze. In ogni caso durante l’incontro il sindacato, che ha attaccato l’azienda per la sua condotta nei confronti dei dipendenti oltreché per alcune decisioni assunte negli ultimi mesi, ha detto chiaramente che se non ci saranno risposte positive entro il termine fissato chiederà l’avvio delle procedure per la cassa integrazione straordinaria per i lavoratori. La situazione, infatti, non è delle più semplici: «L’azienda sta attraversando una grave crisi finanziaria nonostante abbia delle commesse – come si legge nel comunicato diffuso dalla Provincia di Firenze – la difficoltà nelle relazioni industriali tra le parti ha contribuito a creare una situazione non facile. Dopo gli incontri separati tra istituzioni e sindacati e istituzioni e azienda, si è svolto l’incontro plenario che ha contribuito a determinare la decisione aziendale di raccogliere entro la prossima settimana elementi utili a rispondere alle richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali e per definire la vertenza in corso». I lavoratori, infatti, non riscuotono ormai da tre mesi e sono preoccupati del futuro della loro azienda. Inizialmente la proprietà aveva programmato di pagare lo stipendio di aprile entro la fine del giugno scorso, ma non c’è riuscita. Di qui la richiesta tempestiva di chiarimenti. L’azienda (ex Marianelli e Mariangel) produce prevalentemente borse per una nota firma del settore e commercializza in proprio i prodotti. Le difficoltà sono note ormai da mesi e le cause, come in moltissimi altri casi, sono legate alla chiusura dei rubinetti da parte degli istituti bancari. L’impossibilità di accedere al credito, infatti, ha messo in ginocchio l’attività che si è ritrovata senza la disponibilità finanziaria adeguata per rispettare tutti gli oneri.

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