Il Tirreno

Empoli

“Adesso Valdelsa” punta sull’accorpamento

Sull’Unione dei Comuni i renziani non vogliono più «sperimentazioni ma un patto per lo sviluppo»

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EMPOLI. “Adesso Valdelsa” punta a un patto per lo sviluppo. «Abbiamo letto in questi giorni, con attenzione e interesse, tutti gli interventi che a partire da quello del sindaco Giulio Mangani, hanno al centro della discussione il tema dell'Unione dei Comuni - si spiega - Il nostro contributo più che un appello, vuol essere uno spunto da cui far scaturire una nuova discussione, critica e costruttiva, la quale ci possa offrire un ulteriore punto di vista. Ciò che emerge, è che l'area dell'Empolese-Valdelsa sta vivendo con particolare sofferenza questo periodo di crisi». Di fronte a qualsiasi difficoltà, «ognuno di noi ben sa che "l'unione" fa la forza - si spiega ancora - l'accorpamento di risorse e servizi dunque, passa dall'essere una scelta a dover necessariamente diventare priorità. In questi termini non vogliamo ridurre semplicemente la discussione su di un piano di risparmio economico, che pure non dispiace, ma miriamo invece al consolidamento, sviluppo e coordinamento unitario di tutti i processi che si muovono sulla nostra area. Abbiamo bisogno di un patto per lo sviluppo, che parta dal presente, ma che sia rivolto al futuro e ad un futuro prossimo». Non abbiamo tempo da perdere e abbiamo tutti gli elementi per fare e per fare bene. Abbiamo la necessità quindi di permettere ai nostri imprenditori e a chi vorrà investire sul nostro territorio, di fidarsi di noi grazie ad un progetto di area che guardi lontano, lo si è detto in questo dibattito. Dobbiamo quindi riflettere e sviluppare bene quello che vogliamo diventi il nuovo polo dell'Empolese-Valdelsa, un concentrato di ricerca, sviluppo tecnologico, di sostenibilità, capace di premiare le eccellenze locali fin dal più piccolo artigiano o agricoltore». «Il nostro territorio è ricchissimo dal punto di vista artistico, culturale, turistico e paesaggistico - aggiungono - ma saremo ancora più ricchi e più bravi quando riusciremo ad agire unitariamente con una voce sola e non solo attraverso sperimentazioni istituzionali, che sono bene accette, ma anche valorizzando le sinergie che sono possibili già da ora, grazie al dialogo tra attori istituzionali, categorie economiche, associazionismo, coinvolgendo tutto il tessuto economico delle nostre zone, che è storicamente multifunzionale con settori emergenti da implementare, ma anche con settori tradizionali da consolidare. Lo dobbiamo a tutti quei soggetti che continuano a scommettere sulla nostra area».

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