Il Tirreno

Empoli

Professionisti uniti contro il regolamento edilizio

Professionisti uniti contro il regolamento edilizio

Adottato solo da Vinci e da Montelupo mette molti vincoli alle nuove costruzioni e anche alle ristrutturazioni delle abitazioni. La denuncia: è un aggravio di costi

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VINCI. «Il Res così non va. Non può essere applicato solo a Vinci»: con queste parole il geometra Claudio Lapi coordinatore di un gruppo di ben 43 ingegneri e architetti del circondario, ammonisce il Comune di Vinci chiedendo formalmente un incontro con il sindaco Alberto Casini per provvedere a un accordo sull’applicazione del Regolamento di Edilizia Eco-Bio Sostenibile. Il regolamento che venne redatto in una prima edizione nel 2009 è stato adottato da 6 dei 15 comuni del circondario, firmatari dell’accordo, come si legge in una nota della stessa Arpat dello scorso giugno.

«La verità è che neanche Empoli, città capofila del Circondario, ha emesso nessuna delibera per adottare il RES e che gli unici comuni nei quali viene preso in considerazione – dichiara il geometra Lapi – sono Vinci e Montelupo».

Ma se nel comune montelupino l’applicazione delle rigide norme in fatto di vincoli di costruzione sulla nuova edilizia e sulle ristrutturazioni sembra avere un’applicazione più flessibile, nel comune di Vinci l’appesantimento burocratico e di costi vivi anche nelle piccole ristrutturazioni rappresenterebbe una grave penalizzazione per i tecnici del settore. Pare che anche spostare una porta o variare di poco la volumetria di una tettoria, con i vincoli del RES diventa un problema. L’architetto empolese Moreno Mancini che fa parte del gruppo di delegati conl’arch. Alessandro Lasi, dall’ingegner Antonio Cinelli e dai geometra Romualdo Angelucci e Vally Sabatini, lo definisce come un “aggravio per i professionisti che operano a Vinci”. In buona sostanza si chiede la sospensione del RES, oppure rispondere alla domanda: “Che senso ha applicarlo solo a Vinci?”.

Il gruppo di tecnici, che si è costituito lo scorso 3 luglio, ha già inviato sabato scorso la richiesta di confronto con l’amministrazione comunale di Vinci. E mentre si aspetta una risoluzione almeno entro l’estate, i tecnici di Vinci fanno fronte comune per specificare di non essere affatto contrari alle norme del Res, in quanto esso è un “importante banco di prova per una strategia di raccolta, divulgazione e insegnamento di nozioni eco-ambientali per i cittadini, i tecnici e le imprese del Circondario atto a elevare la qualità della vita di tutti”; ma al tempo stesso anche di evidenziare come un regolamento di tale portata doveva essere verificato e discusso dalle istituzioni con i tecnici del settore. «Non credo che la dottoressa Petronio – conclude polemicamente Lapi – possa rendersi conto di quali siano le esigenze di un ingegnere o un architetto. Con tutto il rispetto per lei e la commissione tecnica che ha stilato il regolamento, riteniamo che l’applicazione di tali norme in modo dogmatico e privo di flessibilità rappresenti più un fattore penalizzante, anche per il bene dei cittadini».

Il riferimento del geometra Lapi è al gruppo di lavoro interdisciplinare costituito da 14 esperti tra architetti, biologi e tecnici dell’Arpat e coordinato dal Maria Grazia Petronio del Dipartimento di Prevenzione Asl 11 di Empoli. Ma il riferimento è soprattutto al Regolamento che nel 2012 ha subito una ulteriore revisione e che oggi, informano i tecnici del gruppo di Lapi e Mancini, è costituito da 54 schede per oltre 300 pagine di documentazione. Un volume di norme tali che destò in molti subito qualche perplessità. I problemi sono iniziati dopo, quando gli uffici comunali di Vinci sono passati dal periodo di sperimentazione alla definitiva applicazione e dopo che si sono sommate le relazioni, gli elaborati, le prove con strumenti di verifica oltre alle già “incombenti misure”, come le definiscono i tecnici nel comunicato stampa, previste dalla normativa vigente.

Antonio Lanza

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