Sicurezza
Co2, chiesta una cauzione ai tecnici
La vogliono i proprietari dei terreni per tutelarsi dai danni che possono fare
CERTALDO. Progetto San Paolo, , è scattata ufficialmente la caccia all’anidride carbonica. Una partenza che ha visto subito contestazioni che sono state messe a verbale da parte delle forze dell’ordine in merito a una richiesta di una cauzione dei proprietari terrieri, avanzata il 28 giugno, alla Lifenergy, titolare dell’iniziativa di estrazione. Ma la risposta da parte degli imprenditori non si è fatta attendere facendo osservare che sarà compito della Regione “definire quanto sarà la somma” ma i permessi per accedere ai terreni “sono validi e non hanno alcun cavillo burocratico da rispettare”. E il clima diventa frizzante, così come i piccoli tubi e le macchine che sono entrate in funzione nelle campagne di Avanella. Le tante contestate bollicine oggi sono salite in superficie e sono pronte per essere studiate dagli esperti che proveranno così un nuovo tentativo di estrazione di anidride carbonica dopo che negli anni 2000 venne respinto il progetto della multinazionale Sol, spostatasi poi a Baccaiano di Montespertoli. Ad aspettare i tecnici dell’Università di Firenze, la Idrogeo e Item, c’era il Comitato Difesa e Tutela della Valdelsa con un presidio di 50 persone che pacificamente hanno espresso dissenso. Sul posto anche 2 pattuglie dei carabinieri: hanno vigilato durante le fasi di posa degli strumenti che in una settimana daranno i responsi decisivi a capire se le campagne di Certaldo sono ideali per poter ricavare una Co2 sfruttabile ai fini industriali. E se da un lato la ricerca va avanti, anche lo stesso presidio, come annunciato dal Comitato, fornirà una presenza costante, perché l’area mineraria a Certaldo è considerata una minaccia per l’ambiente. Si tratta di indagini preliminari, dove si raccolgono le informazioni dal terreno: «Vorrei ringraziare le forze dell’ordine e i proprietari terrieri. Quest’ultimi hanno posizioni differenti ma nel rispetto delle parti abbiamo iniziato le ricerche», spiega Alessandro Murratzu, geologo della Idrogeo. Il presidente del Comitato Majoni ha vigilato, assieme agli altri membri del Comitato sulle operazioni: “Ribadiamo il concetto che non tutte le regole sono state rispettate, è la prima volta che c’è l’invasione nei nostri terreni di speculatori».
Giacomo Bertelli
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