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Empoli

I volti e le storie della città, il video sui 30 anni del Cae

I volti e le storie della città, il video sui 30 anni del Cae

Festa in piazza Farinata degli Uberti, con cena, premiazioni e un nuovo logo Claudio Freschi: «La scommessa è continuare, lancio un appello ai giovani»

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EMPOLI. Il senso della serata è racchiuso in un filmato di pochi minuti che scorre, in sottofondo, come colonna sonora della cena che il Cae - il Centro di accoglienza di Empoli - ha organizzato per i suoi 30 anni di attività. In quel video ci sono i volti di tanti ragazzi che hanno bussato alle porte del Cae, dove i loro bisogni, le loro esigenze hanno trovato una risposta. Sempre adeguate. Scorrono volti di persone che non ci sono più, il cui ricordo resta nel cuore e nella testa di chi- per 30 anni - ha speso energie ad arginare disagio e dipendenza. Ma scorrono anche le immagini di iniziative, progetti, manifestazioni che, hanno caratterizzato la vita del Centro, dal 1983 a oggi. «Io e Silvano – racconta Claudio Freschi – abbiamo dato vita a questa istituzione una sera, in via del Giglio». Silvano è Guerrini, altra anima del Cae. Insieme hanno percorso questa strada, non sempre agevole.

Il cruccio è sempre quello dei fondi che mancano. C’è un grosso “termometro”, in un angolo della piazza. Segna la “temperatura” delle finanze. «Ci occorrono 54mila euro – dice Freschi –siamo arrivati a trentamila». Soldi che servono a pagare i progetti che il Cae mette in piedi ogni anno. E non sono pochi. «Questa associazione non è mia o di tutti gli altri dirigenti – continua Freschi – appartiene a tutta al città. Alla quale vorrei lanciare una scommessa. Soprattutto ai giovani. Noi di strada ne abbiamo percorsa tanta, ma tanta ne resta da fare. Per questo, vorremmo che il testimone fosse preso da giovani, pronti ad affiancarci, a camminare insieme a noi».

I trent’anni di vita del Centro di accoglienza sono stati anche il pretesto per fare festa. Oltre al video, nella serata in piazza degli Uberti, magistralmente condotta da Alessandro Lippi di Antenna 5, è stato presentato il nuovo logo. Figlio di quello che era stato realizzato una dozzina di anni fa. L’autore è lo stesso, il giovane maltese - ma empolese ormai di adozione - Jonathan Farrugia. I simboli sono chiari e forti: c’è la Collegiata a rappresentare la città, il fiore, la primula - che è il simbolo della solidarietà - cresciuta.

Ma è stata anche l’occasione che Freschi ha colto per ringraziare, quanti sono stati al fianco del Centro di accoglienza, e hanno sostenuto la sua attività. I riconoscimenti sono andati a Paolo Regini, in qualità di presidente della Banca di Credito cooperativo di Cambiano, al giovane artista che ha realizzato il logo, a don Guido Engel, proposto della Collegiata di Empoli e ai sindaci che hanno guidato Empoli in questi anni: assenti, per impegni personali, Varis Rossi e Silvano Calugi, sono intervenuti Vittorio Bugli e Luciana Cappelli. Presente tutta la giunta.

Emilio Chiorazzo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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