Sicurezza
È sparita dalla sua teca la statua di Padre Pio
L’ultima volta era stata gettata nel rio, stavolta l’hanno smurata e rubata Il medico Lupi: «L’avevamo rinforzata, ce l’hanno messa tutta per profanarla»
FUCECCHIO. In città c’è un gruppo di preghiera intitolato a Padre Pio che organizza pellegrinaggi a San Giovanni Rotondo con richiesta di grazie spesso esaudite, ma c’è anche qualcuno cui la statuetta del santo, in una teca di via Rossini, all’angolo con il Rio, dà fastidio soltanto a vederla. E continuamente la prende di mira. Le prime volte, danneggiandola e rubando le coroncine del rosario che vengono poste alle mani del santo, poi, qualche tempo fa asportandola e gettandola nel Rio, dove fu avvistata da una devota, in mezzo all’acqua. Ora è stata addirittura smurata e rubata.
«Dopo i precedenti danneggiamenti – racconta, turbato, il medico Mario Lupi, che abita a due passi e la cui moglie Margherita è particolarmente devota – l’avevamo rinforzata con sostegni in ferro. Portarla via non dev’essere stato facile. Ma evidentemente ce l’hanno messa tutta per profanarla».
Racconta Riccardo Leo, pensionato della polizia municipale: «Me ne sono accorto di buon mattino. Ne ho parlato con i vicini che abitano di là della strada e mi hanno detto di aver sentito dei rumori nella notte. Si sono affacciati alla finestra, ma non hanno visto niente di anormali». Anche un giovane che è passato da lì giovedì sera, verso mezzanotte, conferma che la statua era al proprio posto. Illuminata. E con il collegamento della corrente elettrica, è anche un rischio metterci le mani. Una donna che abita poco distante l’ha cercata nel corso d’acqua. «C’è l’erba alta, c’è cresciuta anche una pianta di fico, non si vede bene cosa possa esserci sotto il ponticello. Ma sembra proprio che stavolta l’effigie sacra sia stata portata via», commenta sconsolata.
È accorso anche l’arciprete Andrea Cristiani, che l’aveva benedetta prima di posizionarla nella teca e aveva poi celebrata una messa di riparazione al ripristino. La storia della statuetta di padre Pio è particolare. Ha avuto una “vita” travagliata, fin da quando fu trovata abbandonata, “buttata via”, probabilmente perché mancante di un braccio oltre che “vecchia”. La raccolsero 5 anni fa, i coniugi Lupi e la fecero restaurare in varie occasioni dal pittore Andrea Meini, con il contributo anche della famiglia Bologni. Poi le dettero una collocazione adiacente alla loro casa, ma all’esterno. Posero una teca – frontalmente aperta – per ripararla un po’ dalle intemperie, con una luce dal basso per illuminarla. E c’è già un’insegnante che racconta «una grazia ricevuta, per un posto di lavoro invece che una guarigione».
Luciano Gianfranceschi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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