Il Tirreno

Empoli

Rendite troppo basse al via i controlli sulle case

Nel circondario alcune centinaia gli accertamenti dell’Agenzia delle entrate entro la fine dell’anno. Serviranno a scovare poi le aliquote Imu non congrue

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EMPOLI. Scattano i controlli per verificare il reale classamento degli immobili e adeguare le rendite ai livelli del mercato. Nell’Empolese Valdelsa saranno centinaia le ispezioni che verranno effettuate di qui alla fine del 2013 in cerca di rendite troppo basse e quindi di imponibili Imu non congrui. A prevedere la valanga di accertamenti è il piano d’azione predisposto dall’Agenzia presieduta da Attilio Befera e presentato nei giorni scorsi. Quelli sul classamento degli immobili risultano essere i più numerosi e costituiscono la metà del milione e 600mila controlli che verranno svolti dal Fisco in diversi ambiti e che secondo le previsioni dovrebbero portare a recuperare oltre 10 miliardi di euro. Peraltro gli accertamenti non saranno una tantum di quest’anno, dal momento che tale iniziativa verrà riproposta anche nei prossimi due anni con una mole di verifiche uguale. Quella delle rendite catastali, infatti, è considerata un’anomalia di lungo corso legata al fatto che in moltissimi casi i valori degli immobili non hanno subito aggiornamenti per decenni e quindi risultano non in linea con l’andamento del mercato immobiliare. Di qui l’interesse che questo campo rappresenta per i segugi dell’Agenzia delle Entrate.

Come detto, secondo le stime degli addetti ai lavori, le verifiche saranno centinaia negli undici comuni del circondario e potrebbero portare a spiacevoli sorprese sia in termini di sanzioni (anche se per ora, in assenza di specifiche operative, non è chiaro di che entità saranno) sia in termini di aumento delle imposte sulla casa. Le luci rosse di allarme arriveranno alle direzioni territoriali direttamente dalla sede centrale dell’ente, grazie al lavoro di incrocio delle banche dati relative ad ogni contribuente contenute nei giganteschi server da un milione di miliardi di byte in mano alla Sogei (società di informazione e tecnologia della comunicazione del ministero dell’Economia). In sostanza, se gli incroci dei dati produrranno dei risultati considerati anomali la documentazione del caso sarà passata alle sedi territoriali dell’Agenzia che provvederanno ad approfondire la posizione e a verificare se si è davanti ad un classamento errato oppure no. Come accennato, quello presentato in questi giorni è semplicemente un piano di azione tra l’altro pluriennale (riguarda infatti il triennio 2013-2105) e quindi ancora mancano gli indirizzi operativi specifici sulla base dei quali i tecnici effettueranno le verifiche e si muoveranno in caso di incongruenze.

In base alle ultime revisioni catastali effettuate (l’ultima è stata disposta dalla legge Finanziaria del 2005)è presumibile che l’Agenzia lavorerà a stretto contatto con le amministrazioni comunali, come già avvenuto con la già citata revisione parziale e con il censimento dei fabbricati non dichiarati partito nel 2007 e non ancora definitivamente concluso. Per quanto riguarda la prima, il primo passo era stato demandato direttamente ai Comuni che qualora avessero scoperto situazioni non più coerenti con i classamenti catastali per variazioni edilizie intervenuti negli anni, avrebbero dovuto inviare la segnalazione agli uffici provinciali dell’Agenzia. A questo punto veniva attivato il procedimento revisionale e attribuita una rendita diversa che sarebbe stata valida dal primo gennaio dell’anno successivo. Per quanto riguarda invece la seconda tranche di verifiche scattate nel 2007 e relativa agli immobili sconosciuti al Catasto, gli accertamenti effettuati sono stati quasi 6mila: mille solo a Empoli, oltre 900 a Fucecchio. Centinaia di questi sono ancora in corso, mentre gli altri sono stati accatastati in base alla documentazione presentata dagli interessati oppure d’ufficio. Sempre in questo campo sono state disposte anche decine di verifiche per mancata presentazione degli atti di aggiornamento. Ma oltre ai controlli sugli immobili l’Agenzia delle Entrate punterà molto anche sugli accertamenti ai fini delle imposte dirette, sull’Iva, l’Irap e le imposte di registro. Il piano, infatti, prevede che quest’anno ne verranno effettuati 370mila nel complesso. In ogni caso l’ente conta di poter ridurre i tempi e i costi delle controversie grazie allo strumento della mediazione.

Marco Pagli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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