Attenzione
Concorso per docenti in panne correzione delle prove in ritardo
Agli scritti alcune centinaia di concorrenti. Ma gli insegnanti nominati commissari svicolano perché pagati con compensi da fame (50 centesimi a compito) e con molte ore in aggiunta
EMPOLI. Un concorso a cattedra con tanti ostacoli. Dopo le lungaggini burocratiche per costituire le commissioni, tra ritiri e rinomine, secondo il calendario pubblicato il 21 giugno dall’Ufficio scolastico regionale oggi cio sarà la pubblicazione dell’elenco degli ammessi alle prove orali per quanto riguarda la scuola primaria. Un fitto calendario estivo per arrivare all’obiettivo, ambizioso per lo stato attuale delle cose, di concludere con l’estate la pubblicazione degli ammessi, sui 17.276 totali partecipanti iniziali in Toscana. In modo da arrivare a settembre in tempo con lo svolgimento delle prove orali.
Allo stato attuale, la Toscana risulta essere l’ultima regione d’Italia per la pubblicazione dei risultati degli scritti. Ma e ora si cerca di recuperare terreno. Il tasto dolente riguarda anche un migliaio di partecipanti alla prova preselettiva svolta ad Empoli lo scorso dicembre. Un concorso travagliato, visto che a febbraio furono rinviate di una settimana le prove scritte, causa l’allerta meteo per la neve che stava colpendo la Toscana e tutta la penisola. Dopo di allora, silenzio. Mentre da molte parti hanno presentato per tempo i risultati delle prove, per quanto riguarda il circondario e la provincia di Firenze si è dovuto fare i conti con il rifiuto da parte di molti commissari di continuare nell’opera di correzione dei temi. Il motivo principale è stato proprio la scarsa disponibilità di insegnanti a procedere nelle correzioni di migliaia di compiti per soli cinquanta centesimi di euro l’uno, con la beffa del mancato esonero dal servizio.
I docenti di ruolo, nominati commissari, nei mesi da marzo in poi, oltre al normale orario scolastico previsto, dovevano recarsi negli uffici preposti alle correzioni, dove la commissione era riunita, per correggere i compiti. In pratica tre, quattro ore in più per due tre euro l’ora. Per fare un esempio, ad oggi, il rischio per i docenti commissari incaricati alle correzioni dei compiti di filosofia, per la quale è prevista la pubblicazione degli ammessi in una imprecisata data di agosto, rischiano di passare l’estate con la penna rossa in mano, dopo già aver sostenuto un anno di lavoro scolastico. Per non parlare poi di quelli alle prese con i compiti di italiano e discipline giuridiche per i quali, si legge nel comunicato, il calendario è ancora “da ridefinire”.
Dopo la pubblicazione dei risultati dell’ambito di francese, inglese e laboratorio, in questo mese, l’ufficio scolastico regionale dovrebbe diramare le pubblicazioni dei nomi ammessi ad altri sei ambiti del concorso, tra i quali matematica che è in via di assolvimento. Per il 7 luglio sono previste quelle della scuola dell’infanzia; mentre per il 8, il 10 e il 20 toccherà rispettivamente ai docenti di economia, storia dell’arte e scienze sapere il responso della correzione dei compiti scritti.
Settembre non è poi così lontano e così i 7.667 docenti toscani che hanno sostenuto le prove scritte dopo il superamento della preselettiva, continuano a vivere una situazione di incertezza per la prevista immissione in ruolo annunciata dal ministero entro il 2013. Eppure la Toscana, pur essendo incappata in questa serie di disagi, ha presentato una media altissima, il 44,3% di ammessi alla prova scritta, contro il 33,5% della media nazionale. Evidentemente un dato di merito che stuzzica anche una considerazione sull’integrità di una categoria giustamente turbolenta che inizia a manifestare un dissenso per uno sfruttamento ormai palese della propria professionalità. Molti di loro si chiedono se saranno rispettati i tempi, anche perché ancora nell’ultima fase dell’anno scolastico, tre mesi dopo aver sostenuto le prove scritte, molti dirigenti scolastici erano alle prese con una vera e propria “caccia al commissario”, visti i numerosi ritiri da parte di chi doveva impegnarsi nella lettura dei compiti e concludere l’anno scolastico con troppi impegni, senza il riscontro di un beneficio per il lavoro fatto.
Antonio Lanza
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