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«Baschini mi chiese di procurargli una pistola»

«Baschini mi chiese di procurargli una pistola»

Nuove accuse nei confronti dell’imputato nel processo per l’aggressione all’arcivescovado di Firenze in cui don Paolo Brogi venne ferito con un colpo d’arma da fuoco

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FIRENZE. Circa un mese prima dell'agguato, Elso Baschini, accusato dell'attentato al cardinale Giuseppe Betori e al suo segretario don Paolo Brogi, «mi fece vedere dei soldi, dicendomi che erano 20 mila euro» e poi «mi chiese di procurargli una pistola». Lo ha raccontato in aula il tunisino Mohamed Toufik, che ha contribuito all'arresto di Elso Baschini, a processo con l'accusa di essere l'autore dell'aggressione, avvenuta il 4 novembre 2011 nell'arcivescovado a Firenze. nel quale don Paolo Brogi venne ferito da uno sparo e il cardinale Betori, presumbilmente il reale obiettivo, venne minacciato. Toufik ha detto che Baschini «non collegò i 20 mila euro con quello che avrebbe dovuto fare in curia, non disse che erano un anticipo» ma che erano «provento di un furto». Il tunisino ha detto di aver raccontato l'episodio alla polizia, che lo ascoltò durante le indagini sull'agguato, «ma lo hanno trascurato». Con Baschini «avevamo già parlato – ha poi aggiunto Toufik – del fatto che lui verso la curia voleva fare un furto». Secondo l'accusa, l'aggressione avvenne proprio durante un tentativo di rapina di Baschini nell'arcivescovado.

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