Il Tirreno

Empoli

A scuola mancano i bidelli e le aperture sono a rischio

di Marco Pagli
A scuola mancano i bidelli e le aperture sono a rischio

Per i sindacati scatta l’emergenza: oltre ai tagli sul personale negli istituti ce ne sono altri sugli appalti delle pulizie. Caos anche per le nomine dei supplenti

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EMPOLI. A poco più di venti giorni dalla fine della scuola c’è chi si gode la vacanza senza pensieri, chi invece comincia a studiare per gli esami di riparazione e chi invece concentra le sue preoccupazioni sulla riapertura di settembre. Una riapertura che tutti gli anni si fa più difficoltosa, a causa dei tagli o dei mancati adeguamenti del personale. I sindacati della scuola non hanno dubbi: «l’anno scolastico non si è ancora concluso e già dobbiamo parlare delle emergenze per l’avvio del prossimo».

Emergenze che riguardano in primis i collaboratori scolastici, sempre meno a fronte di un aumento complessivo degli iscritti e di un numero di plessi che quando non cresce rimane stabile. Negli istituti dell’Empolese Valdelsa, secondo le prime stime del sindacato, sarebbero circa dieci i collaboratori mancanti per mantenere lo stesso servizio dello scorso anno. Senza contare che i tagli previsti dal governo agli appalti per la gestione dei servizi esterni di qui ai prossimi due anni potrebbe drenare ulteriori risorse di personale.

E poi ci sono i dubbi sui tempi, le graduatorie e la messa a norma degli edifici che non vengono sciolti e contribuiscono ad acuire il clima di incertezza che si trascina di anno in anno tra i corridoi delle scuole. Il quadro, insomma, non può che essere fosco. «Ci sono due ordini di problemi che stanno in cima alla liste delle nostre preoccupazioni per l’avvio del prossimo anno scolastico – attacca Alessandro Rapezzi, segretario regionale Flc Cgil – da una parte c’è una difficoltà legata alla mancanza di personale e quindi al rischio che non si riesca a tenere aperte le scuole oppure a non presidiarle con continuità. Dall’altra c’è un problema di tempi: mancano poco più di 60 giorni all’avvio fissato per l’11 settembre e rimangono da svolgere numerose procedure necessarie per garantire una partenza in regola».

Il timore dei lavoratori e anche delle famiglie è quello di replicare e addirittura peggiorare quanto accaduto alla riapertura dello scorso anno, con docenti e collaboratori non ancora nominati e di conseguenza lezioni di 2-3 ore al giorno per il primo mese di scuola.

Un caos che secondo gli addetti ai lavori sarebbe dietro l’angolo. «Forse non ci si rende conto che bisogna darsi una mossa – continua Rapezzi – in questi due mesi che mancano c’è da terminare la mobilità del personale, vanno conteggiati i posti rimasti liberi, quindi il Ministero dovrebbe effettuare le comunicazioni alle scuole e successivamente effettuare le assunzioni e le nomine per i supplenti. Il rischio, nemmeno troppo remoto, è quello di ritrovarsi nelle condizioni dello scorso anno se non peggio».

E invece l’incertezza continua a regnare. «Il quadro d’insieme ancora non è chiaro – conferma Grazia Tarani della Cgil scuola dell’Empolese Valdelsa – dalle indicazioni preliminari che stanno arrivando pare che la dotazione organica rimarrà la stessa dello scorso anno e questo costituirebbe un problema non da poco se si considera che tra elementari, medie e superiori l’aumento degli iscritti sarà di diverse decine. Il numero dei plessi dovrebbe rimanere costante, anche se la crescita di studenti in alcuni indirizzi potrebbe condurre alla predisposizione di nuove succursali. In queste condizioni non si sono i numeri per garantire le aperture regolari degli istituti o almeno la coperture dell’intero orario. Per ora però non ci sono certezze, abbiamo ricevuto solo in questi giorni la comunicazioni da parte di tre scuole che hanno visto tagliate le assegnazioni di organico rispetto all’anno passato».

L’unica notizia sicura ad oggi, come accennato, rimane il taglio delle risorse per gli appalti relativi ai servizi esterni. In sostanza il cosiddetto “Decreto del fare” ha previsto una riduzione delle risorse per questa fattispecie di 50 milioni nei prossimi due anni. Nel circondario, secondo le stime, si assisterebbe ad un taglio di migliaia di euro in favore di cooperative e aziende che affiancano il personale Ata nella gestione degli edifici con una dotazione di circa 250 operatori. Un numero che si assottiglierebbe di diverse unità sommando disagi alle sofferenze già presenti.

«In questo modo perderemmo servizi gestiti da esterni - prosegue Tarani – e nella zona ci sono interi plessi gestiti da cooperative e altri enti. Inoltre resta da capire la sorte dei docenti considerati non idonei per la professione: passeranno alla qualifica di Ata oppure no, sbloccando in questo modo le graduatorie per i collaboratori. E poi c’è tutta la partita relativa alla stabilizzazione dei precari: nelle nostre scuole ci sono circa un centinaio di collaboratori in questa condizione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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